ATTENTATI A PARIGI, GLI 007 FRANCESI: “SALAH E’ AL SICURO IN SIRIA” Lo riferisce la Cnn citando una fonte vicina alle indagini e un'altra fonte del controspionaggio

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Sono passati 17 giorni da quel terribile 13 novembre, giorno in cui una serie di attentati hanno sconvolto Parigi e hanno causato la morte di 130 persone, quelle che ora il mondo ricorda come “generazione Bataclan”.  Da quel venerdì notte è caccia all’uomo in Francia e in tutta Europa. Molti appartenenti alla stessa rete di terroristi, dei militanti dell’Isis nati però tra Bruxelles e Parigi, sono stati arrestati o sono deceduti durante gli scontri con le forze dell’ordine e le teste di cuoio francesi.

Continua però la caccia a Salah Abdeslam, in fuga dalla note degli attentati. Ora i servizi segreti francesi ritengono che Salah Abdeslam sia già al sicuro in Siria. Lo riferisce la Cnn citando una fonte vicina alle indagini e un’altra fonte del controspionaggio. Nei giorni scorsi anche il sito belga Het Laatste Neuws aveva riferito che il 26enne terrorista nato in Belgio era riuscito a raggiungere la Siria.

Gli spostamenti di Salah sono stati ricostruiti fino al giorno dopo la strage. L’uomo viene dapprima prelevato da Parigi dai due “autisti”, Mohammed Amri e Hamza Attou, ai quali chiede aiuto per ritornare in Belgio, offrendosi di pagare pedaggi e benzina. Questi lo riportano a Bruxelles dove il super-ricerceato viene prelevato, insieme a un amico, a una stazione della metro alla periferia della capitale belga da un altro conoscente, Ali Oulkadi, il 14 novembre. “Non sapeva che fosse Salah e non l’ha riconosciuto immediatamente quando è arrivato perché portava un cappello”, ha spiegato l’avvocato di Oulkadi, Olivier Martins.

“In macchina Salah ha raccontato che il fratello Brahim aveva ucciso delle persone a Parigi e si era fatto saltare in aria. Per il mio cliente, amico d’infanzia dei due fratelli, è stato uno shock. Non ha capito e non era in grado di ragionare con lucidità”. L’avvocato ha aggiunto che sulla strada di ritorno verso Schaerbeek, cittadina alla periferia di Bruxelles, i tre si sono fermati in un bar. L’incontro, ha precisato il legale, è avvenuto il pomeriggio del 14. Oulkadi, ha precisato Martins, “si trovava a Bruxelles la sera del 13 novembre, non ha precedenti penali e non è radicalizzato. Quando ha saputo che Salah era ricercato, avrebbe dovuto andare alla polizia ma era spaventato e nessuno lo ha congiliato bene in quel momento”. Oulkadi, Amri e Attou sono al momento agli arresti in Belgio assieme ad altre tre persone.

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