ETICHETTE SULLE IMPORTAZIONI DALLE COLONIE, ISRAELE CONGELA LA COOPERAZIONE CON LA UE Netanyahu usa il pugno duro dopo la decisione della Commissione europea. Sconsigliate le gite scolastiche nel Vecchio Continente

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Tensione crescente tra Israele e l’Unione Europea. Dopo la decisione da parte della Commissione di indicare sulle etichette dei prodotti importati la provenienza da colonie ebraiche in Cisgiordania e sul Golan il premier ha congelato la cooperazione con l’Ue. Tel Aviv ha spiegato che è stata data istruzione al ministero degli Esteri di rivalutare il coinvolgimento nell’Ue e, in attesa di una decisione, di stoppare il dialogo su questioni politiche in Medio Oriente, diritti umani e organizzazioni internazionali. Una fonte del ministero degli Esteri israeliano ha precisato che comunque non si interromperanno i contatti con le istituzioni comunitarie ma non la cooperazione diplomatica con Paesi membri dell’Ue – e ha citato espressamente Francia, Germania e Gran Bretagna, e con l’Unione stessa.

L’annuncio di Netanyahu è arrivato tre settimane dopo la decisione di Bruxelles – sollecitata da 16 Stati membri tra cui l’Italia – di imporre un’etichettatura a parte rispetto a quella “Made in Israel” per i prodotti degli insediamenti ebraici. Nelle stesse ore è giunta anche la raccomandazione del ministero dell’Istruzione israeliano che ha vivamente sconsigliato le gite delle scolaresche in Europa, per il timore di nuovi attentati, con la sola esclusione della Polonia per i viaggi legati ai luoghi dello sterminio nazista degli ebrei.

La mossa di Netanyahu era stata preannunciata al rappresentante Ue, Lars Faaborg Andersen, che aveva definito la decisione sull’etichettatura “tecnica e non politica”, ma avrà un impatto relativo visto il totale stallo nei negoziati di pace tra Israele e i palestinesi. La decisione è stata annunciata dopo una nuova domenica di attacchi in Israele nell’ambito della rivolta dei coltelli che va a avanti da due mesi.

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