L’OMELIA DEL PAPA IN CENTRAFRICA: “DEPONETE LE ARMI, STRUMENTI DI MORTE” La Santa Messa è sta preceduta dall’apertura della Porta Santa, che ha dato ufficialmente inizio al Giubileo della Misericordia

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“A tutti quelli che usano ingiustamente le armi di questo mondo, io lancio un appello: deponete questi strumenti di morte; armatevi piuttosto della giustizia, dell’amore e della misericordia, autentiche garanzie di pace”. Con queste parole, pronunciate a braccio, Papa Francesco ha introdotto l’omelia della Celebrazione Eucaristica nella Cattedrale di Bangui, capitale della martoriata Repubblica Centrafricana, terza e ultima tappa del suo viaggio apostolico in Africa.

La Santa Messa era sta preceduta dall’apertura della Porta Santa, che ha dato ufficialmente inizio al Giubileo: “L’anno santo della misericordia – aveva detto il Papa, prima di entrare in Cattedrale – viene in anticipo in questa terra che soffre da anni per l’odio, l’incomprensione, la mancanza di pace. Bangui diviene la capitale spirituale della preghiera per la misericordia. Tutti noi chiediamo misericordia, riconciliazione, perdono, per Bangui, per tutta la Repubblica Centrafricana e per tutti i Paesi. Chiediamo pace, amore e perdono tutti insieme; con questa preghiera cominciamo l’Anno santo in questa capitale spirituale del mondo oggi”.

“Riconciliazione, perdono, amore e pace”, sono stati i temi chiave dell’ultimo discorso e della visita apostolica del Santo Padre, che si conclude oggi. Parole forti pronunciate dinanzi a oltre 5mila presenti nella basilica e diverse migliaia all’esterno dell’edificio, collegate tramite maxischermo. “In questa terra sofferente – ha proseguito il Papa – sono rappresentate tutte le sofferenze del mondo. Per Bangui, per tutti i Paesi che soffrono la guerra, chiediamo la pace: tutti insieme chiediamo amore e pace”, ha aggiunto.

È la prima volta che un Giubileo non prende avvio da Roma, capitale della cattolicità, ma da una delle “periferie”, così care al Pontefice. La Repubblica Centrafricana, con i suoi 5milioni di abitanti, metà dei quali cattolici, è uno dei Paesi più poveri del mondo. Negli ultimi trent’anni è stato dilaniato da un susseguirsi di guerre e colpi di Stato. L’ex colonia francese è stata considerata la tappa più pericolosa di questo viaggio papale, perché dal 2013 è insanguinata da una guerra civile a sfondo interreligioso tra musulmani e cristiani.

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