LA TRIENNALE DI MILANO RACCONTA 20 ANNI DI MODA MADE IN ITALY "Il Nuovo Vocabolario della Moda Italiana" è la nuova esposizione del polo culturale meneghino

411
moda italiana

La Moda si fa mostra. La Triennale di Milano presenta una retrospettiva che guarda alla sua storica vocazione: valorizzare il design e le arti applicate con un rapporto vivo con il Made in Italy. “Il Nuovo Vocabolario della Moda Italiana”, curata da Paola Bertola e Vittorio Linfante, è un’esposizione che fa il punto su marchi e creativi degli ultimi vent’anni, attraverso dei lemmi, come spiega la stessa Bertola. “Questi lemmi – ci ha detto – recuperano parole che sono state molto importanti nella generazione del Made in Italy e che oggi sono tornate a essere importanti anche per la generazione dei più giovani e di che ha avviato la propria attività negli ultimi 17 anni, questo è il percorso di analisi della mostra”.

Nelle sale della Triennale ecco quindi le parole che hanno fatto grande il prodotto italiano, accanto agli immancabili capi d’abbigliamento, classici e rivisitati, ma anche le calzature, gli occhiali, i cappelli. E naturalmente anche le immagini, il confronto biunivoco con l’arte, le riviste… Insomma un viaggio attraverso tutte le parole che vanno a comporre una fotografia della creatività italiana contemporanea ad ampio spettro.

“La cosa che ci ha molto interessato – ha aggiunto Bertola – è stata proprio scoprire che esiste una generazione che ha saputo cogliere quella che è stata la lezione più importante dei maestri del design italiano, in questo caso ci troviamo in un contesto in cui chi è oggi in questa mostra ha avuto ottimi maestri, tutti loro sono cresciuti all’interno degli uffici stile delle aziende italiane, quindi hanno in qualche modo saputo coglere questa lezione e proiettarla con una certa freschezza nel futuro”. Un futuro che il “Vocabolario” fissa attraverso il catalogo di oltre cento realtà del panorama contemporaneo e che resterà aperto al pubblico, dedicato a Elio Fiorucci, fino al 6 marzo 2016.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS