IL PAPA APRE IL GIUBILEO: L’AFRICA, “CAPITALE SPIRITUALE DEL MONDO”

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Papa Francesco ha aperto, ieri, la Porta Santa della Cattedrale di Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana – terza e ultima tappa del viaggio apostolico in Africa – così anticipando di qualche giorno l’inizio del Giubileo della Misericordia. Una folla festante ha salutato l’evento, cui è seguita la Celebrazione della Santa Messa.

Nell’Omelia, il Papa aveva pronunciato queste parole:Oggi Bangui diviene la capitale spirituale del mondo. L’Anno Santo della Misericordia viene in anticipo in questa Terra. Una terra che soffre da diversi anni per la guerra e l’odio, l’incomprensione, la mancanza di pace. Ma in questa terra sofferente ci sono anche tutti i Paesi che stanno passando attraverso la croce della guerra. Bangui diviene la capitale spirituale della preghiera per la misericordia del Padre. Tutti noi chiediamo pace, misericordia, riconciliazione, perdono, amore. Per Bangui, per tutta la Repubblica Centrafricana, per tutto il mondo, per i Paesi che soffrono la guerra chiediamo la pace! E tutti insieme chiediamo amore e pace. Tutti insieme! (La folla ripete “amore e pace” in sango) E adesso con questa preghiera incominciamo l’Anno Santo: qui in questa capitale spirituale del mondo, oggi!”.

Prima di arrivare nella Cattedrale per l’apertura della Porta Santa, il Papa ha fatto una breve sosta in un ospedale pediatrico, portando in dono per i piccoli malati alcuni scatoloni di medicine messe a disposizione dall’ospedale “Bambin Gesu'” di Roma. In mattinata, il Santo Padre aveva visitato il campo profughi allestito nella parrocchia di St. Saveur, che ospita quasi mille persone. Alle persone accolte nel campo, il Pontefice si è rivolto dicendo: “Siamo tutti fratelli, per questo vogliamo la pace”.

Noi dobbiamo lavorare e pregare e fare di tutto per la pace – ha detto il Papa – ma la pace senza amore, senza amicizia, senza tolleranza, senza perdono, non è possibile. Ognuno di noi deve fare qualcosa. Io vi auguro, a voi e a tutti i centrafricani, la pace, una grande pace fra voi. Che voi possiate vivere in pace qualunque sia l’etnia, la cultura, la religione, lo stato sociale”. Quella dei profughi è una delle grandi emergenze del Paese: a causa della guerra civile (scoppiata nel 2013), fino ad oggi ci sono stati oltre 440mila sfollati e almeno 450mila rifugiati all’estero.

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