ROBA D’ALTRO MONDO

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Che cosa può attirare un adolescente nelle nostre chiese immerse nella penombra, durante una Messa ripetuta e noiosa, con gesti stereotipati incomprensibili, presieduta dal sacerdote che è solo? Nulla li attira e l’effetto si vede: nelle funzioni ordinarie celebrate in Chiesa non ci sono più giovani.

Si, i giovani vanno dove si sentono attratti. Infatti le chiese si riempiono quando i movimenti, le associazioni, le comunità carismatiche si riuniscono a vivere e quindi a pregare. Perché? I giovani si sentono attratti perché sono insieme, e gustano personaggi che rendono visibile il Cristo rivoluzionario, il Cristo che per la giustizia sacrifica la vita, il Cristo che ama con amore presente. Il cristo reso presente da persone che lo vivono nella sua giustizia, nel suo coraggio di fare la verità, nella sua profondità, nel suo coraggio di fare la verità, nella sua profondità della preghiera. Il Cristo rivoluzionario visibile nei suoi giovani che sono rivoluzionari sempre, ovunque.

Perché si va verso ciò che ci attira? Perché si ha fame e sete di ciò che l’altro ti offre. L’attrazione non è imposizione, ma apertura ad un qualcosa che ti manca. È stupido il modo di fare di chi impone e rende antipatico ciò che impone. Che cosa fare? Lasciati sedurre da ciò che di bello ti affascina. Allora sarai sempre affascinante.

Tutta la pedagogia va rovesciata. Vivi ciò che affascina. Per fare nuova evangelizzazione non basta scrivere nuovi libri, occorre scrivere nuove vite. Ha fatto bene Giovanni Paolo II a dichiarare tanti santi, tante donne e uomini che presentavano nella loro vita il vero volto simpatico di Cristo. L’uomo che sa, fa. L’uomo che sa e non fa, si mette ad insegnare. Che inflazione di “insegnanti”! Ha detto bene Papa Paolo VI: “Oggi sono necessari uomini che vivono e poi insegnano”. I nostri adolescenti vanno a cercare ciò che li attira e vogliono vivere ciò che li attira insieme!

Una volta dissi a Sergio Zavoli: “Vuoi vedere che è possibile parlare di Cristo in discoteca?”. Lui rimase scettico, tuttavia acconsentì. Demmo un’occhiata alle numerose discoteche del riminese. Il nostro sguardo si fermò su una: L’altro Mondo Studios. “Sergio questa è giusta per me”. Portai anche i ragazzi di una delle nostre comunità terapeutiche, quella di Bagnolo. All’una di notte scoppiò un rock assordante. Dissi ai ragazzi: “Andate, metteteli in crisi” e andai anche io. “Da quanto non ti confessi?”chiedevo ai banditi del rock. Tutti coloro che interpellavano mi rispondevano con cortesia. “Saranno dieci anni che non mi confesso” mi disse uno di loro. Mi è sembrato che da dieci anni aspettasse un prete che glielo chiedesse.

Domandai ai gestori di poter salire su una pista sopraelevata, poiché la pista a raso era ormai piena e non potevo certamente incontrare tutti uno per uno. Vedendomi con la mia tonaca rimasero sorpresi. Il Dj abbassò gradualmente il volume e poi tolse la musica. Mi diedero il microfono e parlai per qualche minuto. Non ricordo cosa dissi, tanto ero emozionato, ma parlai di Gesù. Terminai dicendo “La vita è un dono. I vostri genitori ve l’hanno trasmessa, ma chi l’ha creata è un Altro! Facciamo un applauso al Signore che è in gamba!”.

Ci fu un applauso scrosciante. Tanto che dentro di me dissi rivolto al Padre: “Questo segnatelo, e ricordatene quando verrò da te, perché un applauso alle due e mezzi di notte dall’Altro Mondo non lo avresti avuto se non te lo avessi procurato io!”. Poi, mentre uscivamo, si formò una piccola ala di giovani che applaudivano. Uno di loro mi disse: “Grazie, padre, perché sei venuto. Come i sacerdoti dovrebbero stare con noi … Non lasciateci soli!”.

Tratto da “Onora tuo figlio e tua figlia” di don Oreste Benzi

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1 COMMENT

  1. Sì, sì dovrebbe avere il coraggio di parlare di Gesù, sempre e ovunque. A volte non ti ascolteranno, altre volte sarai applaudito e altre ancora sarai deriso, ma tutto questo non ha importanza, purché tu lo abbia fatto; purché tu sia stato capace di riconoscerLo prima dentro di te e davanti agli uomini, poi. Poiché chi mi riconoscerà davanti agli uomini sarà riconosciuto da Me, dice il Signore, ma a chi non mi riconoscerà davanti agli uomini Egli dirà: “In verità non ti conosco; in verità non so di dove sei”.
    Non corriamo questo rischio!

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