FRANCESCO IN UGANDA: “RISPETTO PER AMBIENTE, GIOVANI E ANZIANI”

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I martiri ugandesi, cattolici e anglicani di fine ottocento, “ci ricordano, nonostante le nostre diverse credenze religiose e convinzioni, che tutti siamo chiamati a cercare la verità, a lavorare per la giustizia e la riconciliazione, e a rispettarci, proteggerci ed aiutarci reciprocamente come membri dell’unica famiglia umana”. Lo ha detto il Papa nel suo primo discorso in Uganda pronunciato, nel salone delle conferenze della State House di Entebbe, alle autorità del Paese, guidate dal presidente Yoweri Museveni, e ai membri del corpo diplomatico. “Questi alti ideali sono particolarmente richiesti a uomini e donne come voi, che avete il compito di assicurare con criteri di trasparenza il buon governo, uno sviluppo umano integrale, un’ampia partecipazione alla vita pubblica della Nazione, così come una saggia ed equa distribuzione delle risorse, che il Creatore ha elargito in modo così ricco a queste terre”.

Nel suo discorso il Pontefice ha sottolineato che la sua visita in Africa “intende attirare l’attenzione verso l’Africa nel suo insieme, sulla promessa che rappresenta, sulle sue speranze, le sue lotte e le sue conquiste.
Il mondo guarda all’Africa come al continente della speranza”. L’Uganda, ha evidenziato, “è stata veramente benedetta da Dio con abbondanti risorse naturali, che siete chiamati ad amministrare come custodi responsabili. Ma la Nazione è stata soprattutto benedetta attraverso il suo popolo: le sue solide famiglie, i suoi giovani e i suoi anziani”. Bergoglio si è detto “ansioso” di incontrare i giovani per i quali avrà parole di incoraggiamento e di stimolo. “Quanto è importante che vengano loro offerte la speranza, la possibilità di ricevere un’istruzione adeguata e un lavoro retribuito, e soprattutto l’opportunità di partecipare pienamente alla vita della società! – ha detto- Voglio però menzionare anche la benedizione che ricevete attraverso gli anziani. Essi sono la memoria vivente di ogni popolo. La loro saggezza ed esperienza dovrebbero sempre essere valorizzate come una bussola che può consentire alla società di trovare la giusta direzione nell’affrontare le sfide del tempo presente con integrità, saggezza e lungimiranza”.

Nell’Africa Orientale, ha proseguito, “l’Uganda ha mostrato un impegno eccezionale nell’accogliere i rifugiati, permettendo loro di ricostruire le loro esistenze nella sicurezza e facendo loro percepire la dignità che deriva dal guadagnarsi da vivere con un onesto lavoro”. Un esempio positivo in una fase storica segnata da “guerre, violenze e diverse forme di ingiustizia”. Il modo in cui affrontiamo il fenomeno migratorio “è una prova della nostra umanità, del nostro rispetto della dignità umana e, prima ancora, della nostra solidarietà con i fratelli e le sorelle nel bisogno”.

Dopo l’incontro con le autorità dell’Uganda Bergoglio si è recato al al Santuario di Munyonyo – luogo dove furono uccisi nel 1886 i primi quattro martiri del Paese tra i quali sant’Andrea Kaggwa, patrono dei catechisti ugandesi – per rivolgere un sentito ringraziamento ai catechisti e agli insegnanti per il lavoro che quotidianamente svolgono nel Paese. “Vorrei prima di tutto ringraziarvi per i sacrifici che voi e le vostre famiglie fate – ha esordito -, e per lo zelo e la devozione con cui svolgete il vostro importante compito. Voi insegnate quello che Gesu’ ha insegnato, istruite gli adulti e aiutate i genitori a crescere i loro figli nella fede e portate a tutti la gioia e la speranza della vita eterna. Grazie per la vostra dedizione, per l’esempio che offrite, per la vicinanza al popolo di Dio nella sua vita quotidiana e per i tanti modi con cui piantate e coltivate i semi della fede in tutta questa vasta terra! Grazie specialmente per il fatto di insegnare ai bambini e ai giovani come pregare”.

“So che il vostro lavoro, benché gratificante, non è facile. Vi incoraggio perciò- ha continuato il Papa – a perseverare, e chiedo ai vostri vescovi e sacerdoti di aiutarvi con una formazione dottrinale, spirituale e pastorale in grado di rendervi sempre più efficaci nella vostra azione. Anche quando il compito appare gravoso, le risorse risultano troppo poche e gli ostacoli troppo grandi, vi farà bene ricordare che il vostro è un lavoro santo”.

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