A PARIGI L’OMAGGIO ALLA GENERAZIONE BATACLAN, HOLLANDE: “UCCISI IN NOME DI UN DIO TRADITO” La cerimonia ufficiale, dove hanno regnato silenzio e commozione, è stata aperta con la Marsigliese

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Le note della Marsigliese hanno dato inizio alla celebrazione solenne in omaggio alle 130 vittime della strage di Parigi. Silenzio e commozione hanno invaso l’immenso cortile interno dell’Hotel des Invalides – dove c’è la tomba di Napoleone e che di solito ospita le vittime di guerra -, per la cerimonia ufficiale alla quale hanno presenziato le massime autorità francesi, i sopravvissuti e i familiari delle vittime. Un omaggio reso a delle vittime civili che non ha precedenti nella storia repubblicana francese in questo luogo, che solitamente ospita le vittime di guerra. Dopo la marsigliese un commovente omaggio sonoro con “Quand on a que l’amour”, di Jacques Brel, interpretato da tre cantanti francesi Camelia Jordana, Nolwenn Leroy e Yael Naim.

“Venerdì 13 novembre, un giorno che non dimenticheremo mai, la Francia è stata colpita da un vile atto di guerra in nome di un Dio tradito – Con queste parole il presidente francese Francois Hollande ha iniziato il suo discorso -. Oggi la nazione tutta intera si sforza di vivere, di vivere per le vittime. Centotrenta nomi, 130 vite strappate, 130 destini spazzati via, queste donne e questi uomini, la gioventù della Francia, sono stati abbattuti perché rappresentavano la Francia e la libertà”. “Vi prometto solennemente – ha continuato Hollande rivolto ai familiari delle vittime e tutti i francesi – che la Francia farà tutto il possibile per proteggere i suoi figli e che la Francia resterà se stessa”.

“Conosciamo il nemico, è l’odio, il fanatismo, l’oscurantismo, questo nemico lo vinceremo insieme con le nostre forze con l’arma della democrazia e del diritto, ma possiamo contare sui nostri militari e sui nostri poliziotti sul parlamento, sul diritto, ma soprattutto su ogni francese per dare prova di vigilanza, risoluzione, umanità, dignità”. “Porteremo questa lotta fino alla fine e vinceremo”. “Noi non cambieremo – ha promesso Hollande – e saremo uniti sull’essenziale”.

Fra i passaggi più significativi del discorso di Francois Hollande durante la cerimonia in omaggio alle vittime delle stragi di Parigi vi è quello nel quale il capo di stato francese afferma che, di fronte ai terroristi, “moltiplicheremo le canzoni, i concerti, gli spettacoli, continueremo ad andare negli stadi”. “Non cederemo né alla paura né all’odio” ha detto il presidente francese, che ha sottolineato come la gran parte delle vittime fossero trentenni, donne e uomini che svolgevano le più diverse professioni, molti dediti alla musica, ma proprio questa “generazione vittima degli attentati oggi è diventata il volto della Francia”.

 

 

 

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