RAID IN SIRIA, CAMERON CHIEDE L’APPOGGIO DELLA CAMERA DEI COMUNI Il premier britannico ha comunicato che non chiederà ai parlamentari di votare fino a quando non sarà sicuro di ottenere la maggioranza netta

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Cameron ci riprova. Il premier britannico è infatti tornato alla carica in Parlamento per chiedere il via libera dei Comuni per allargare i bombardamenti anti Isis della Raf – Royal Air Force – dall’Iraq alla Siria. Il primo ministro britannico sostiene che il sedicente Stato Islamico usa le basi siriane per organizzare attentati contro il Regno Unito, motivazione con la quale vuole convincere il fronte degli indecisi, che finora gli ha impedito di affrontare un nuovo voto dopo la cocente “bocciatura” del 2013, quando il governo voleva bombardare le forze di Assad.

Il premier ha presentato una comunicazione scritta di 36 pagine alla commissione esteri della camera dei comuni e ha poi fatto una lunga relazione in aula, dove ha aggiunto che ha non chiederà ai parlamentari di votare fino a quando non sarà sicuro di ottenere una maggioranza netta a favore dell’intervento.

“Con questo livello di minaccia ai nostri interessi e alla nostra popolazione, non possiamo permetterci di restare da parte e non agire”, ha dichiarato il premier alla camera dei comuni e poi ha ricordato che tutti e sette gli attentati terroristici sventati quest’anno nel Paese erano stati organizzati dall’Isis o si ispiravano alla propaganda del gruppo jihadista.

“Non possiamo accettare di appaltare la nostra sicurezza agli alleati – ha detto Cameron -. Se riteniamo che un’azione diretta possa proteggerci allora, di concerto con i  nostri alleati, dovremmo essere protagonisti di questa azione, non restarcene in un angolo – ed ha concluso -. E ciò pone una fondamentale questione morale. Se non agiamo adesso dopo la Francia nostra amica e alleata è stata colpita così ferocemente i nostri alleati internazionali possono essere autorizzati a chiederci: ‘Se non adesso, quando?'”.

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