BERGOGLIO: I MALI DAVANTI A CUI NON SI PUO’ TACERE

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papa onu kenya

Un fallimento della Conferenza sul Clima di Parigi potrebbe avere una portata catastrofica. Papa Francesco, sul palco dell’agenzia Onu per l’ambiente di Nairobi, non usa mezzi termini. Il super vertice che prenderà il via il prossimo 29 novembre è un crocevia fondamentale per la storia dell’umanità e il Pontefice dell’enciclica ecologica (la Laudato Si) non smette di ricordarlo ai potenti della Terra. “Fra pochi giorni – ha detto Bergoglio nel discorso, in spagnolo, pronunciato alle sedi di Unep e UnHabitat – inizierà a Parigi una riunione importante sul cambiamento climatico, in cui la comunità internazionale in quanto tale affronterà nuovamente questa problematica. Sarebbe triste e, oserei dire, perfino catastrofico che gli interessi privati prevalessero sul bene comune e arrivassero a manipolare le informazioni per proteggere i loro progetti”.

In questo contesto internazionale, ha sottolineato, “nel quale si pone l`alternativa che non possiamo ignorare, se cioè migliorare o distruggere l`ambiente ogni iniziativa intrapresa in tal senso, piccola o grande, individuale o collettiva, per prendersi cura del creato, indica la strada sicura per una `creatività generosa e dignitosa, che mostra il meglio dell`essere umano`”. Il clima è un bene comune, di tutti e per tutti, ha ricordato, “i cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l`umanità” la cui risposta “deve integrare una prospettiva sociale che tenga conto dei diritti fondamentali dei più svantaggiati”. Dal momento che “l`abuso e la distruzione dell`ambiente, allo stesso tempo, sono associati ad un inarrestabile processo di esclusione”, ha proseguito il Santo Padre citando il suo discorso alle Nazioni Unite di New York dello scorso 25 settembre.

“Spero – è stato l’auspicio di Francesco – che la COP21 porti a concludere un accordo globale e `trasformatore`, basato sui principi di solidarietà, giustizia, equità e partecipazione, e orienti al raggiungimento di tre obiettivi, complessi e al tempo stesso interdipendenti: la riduzione dell`impatto dei cambiamenti climatici, la lotta contro la povertà e il rispetto della dignità umana”. Nel lungo discorso all`Onu, salutato da scrosci di applausi, il Papa ha anche elogiato l`Africa che “offre al mondo una bellezza e una ricchezza naturale che ci porta a lodare il Creatore”.

Il Papa ha poi invitato a non chiudere gli occhi davanti “ai molti volti e alle storie che la cultura del degrado e dello scarto ha portato a sacrificare agli idoli del profitto e del consumo. Dobbiamo stare attenti a un triste segno della ‘globalizzazione dell’indifferenza, che ci fa lentamente ‘abituare’ alla sofferenza dell’altro, quasi fosse normale’ – ha detto citando il messaggio per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2013, – o peggio ancora, a rassegnarci alle forme estreme e scandalose di ‘scarto’ e di esclusione sociale, come sono le nuove forme di schiavitù, il traffico delle persone, il lavoro forzato, la prostituzione, il traffico di organi”. Sono molte vite, molte storie, molti sogni che naufragano nel nostro presente, ha ricordato. “Non possiamo rimanere indifferenti davanti a questo. Non ne abbiamo il diritto”.

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