RUSSIA: NO A RAPPRESAGLIE MILITARI CONTRO LA TURCHIA, PIU’ CONTROLLI SULL’IMPORT Mosca non scatenerà una guerra dopo l'abbattimento del Su-24. La risposta alla "provocazione" sarà economica

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La Russia studia le mosse dopo l’abbattimento di un Su-24 da parte di jet turchi al confine con la Siria. Mosca rafforzerà le operazioni aeree nel Paese mediorientale e difenderà i suoi bombardieri con un sistema anti missilistico d’avanguardia ma non ha intenzione di mettere in atto rappresaglie militari contro Ankara. Lo ha ribadito il rappresentante permanente della Russia presso l’Unione europea, Vladimir Chizov, in un’intervista a Euronews, rilanciata dalle agenzie russe. “Sul piano militare, non abbiamo certo intenzione di dichiarare guerra alla Turchia – ha spiegato – ma le future operazioni delle nostre forze aeree in Siria saranno più protette”. Questo incidente, ha continuato, “questa provocazione da parte turca si rifletterà in modo negativo sulle nostre relazioni bilaterali”.

Come prima mossa, il Cremlino ha già posizionato l’incrociatore antimissile “Moskva” davanti alla costa alawita e ordinato il dispiegamento a Latakia dei suoi più moderni sistemi anti-aerei, gli S-400. L’unica risposta, per il momento, avverrà sul piano economico. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha detto di non essere al corrente di piani per introdurre sanzioni o un embargo.

La misura adottata, semmai, riguarderà un rafforzamento dei controlli sulle importazioni alimentari dal Paese asiatico. Lo ha annunciato il ministro dell’Agricoltura russo, Alexander Tkachev, motivando la decisione con le “ripetute violazioni degli standard russi da parte dei produttori turchi” che hanno condotto alla richiesta di introdurre procedure di controllo più rigide sull’import di prodotti agricoli e alimentari dalla Turchia e di intensificare i controlli non solo al confine ma anche nei luoghi di produzione sul territorio turco. Secondo il ministro russo, circa il 15 per cento dei prodotti agricoli turchi non rispondono agli standard russi, dal momento che le autorita’ federali hanno registrato dall’inizio dell’anno 40 episodi in cui sono state rilevate tracce di sostanze vietate e dannose nei prodotti di origine animale provenienti dalla Turchia. Una decisione che potrebbe sembrare slegata dal caso Su-24 ma che, per tempi e modalità, non può essere estranea alla vicenda.

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