JUNCKER: “SCHENGEN IN COMA, BISOGNA RIANIMARLO. E’ PIU’ IMPORTANTE DELLA MONETA UNICA” Il presidente della Commissione Ue ha invitato a non mettere sullo stesso piano terrorismo e immigrazione, ribadendo però la necessità di cooperazione tra Servizi e controlli alle frontiere

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“Voglio condividere il lutto dei francesi, noi sosterremo sempre la Francia. Viva la Francia, viva la repubblica”. Così ha aperto il suo intervento sul terrorismo il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, parlando di fronte al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo. “Mi rendo conto che Schengen è in coma. Ma tutti quelli che credono in questo principio devono rianimarlo” ha ammonito Junker. “Più della moneta unica, Schengen rappresenta una pietra angolare della Costruzione europea”.

Il presidente della Commissione Ue ha invitato a non mettere sullo stesso piano terrorismo e immigrazione, ribadendo però la necessità di cooperazione tra Servizi e controlli alle frontiere. “Venerdì scorso – ha ricordato riferendosi agli attacchi di Parigi – c’è stato un fatto terribile, implacabile: quante vite spezzate, quanti sogni interrotti. Trovo però pernicioso mettere sullo stesso piano i rifugiati, i migranti, con i terroristi. Ricordiamoci che si tratta di persone che sono obbligate a scappare dal loro Paese per colpa di chi sparge il terrore in Europa”.

È dunque necessario migliorare la cooperazione fra i servizi segreti nazionali dei Paesi europei, approvare la direttiva PNR sui dati dei passeggeri degli aerei e far avanzare quella sul controllo del commercio delle armi come priorità nella lotta al terrorismo: “I nostri servizi segreti devono collaborare di più. Avevamo detto la stessa cosa dopo gli attentati a New York del 2001 e poi non è successo nulla. Vorrei che questa volta reagissimo e cooperassimo veramente”, ha detto. Inoltre occorre “far avanzare la direttiva sulla disattivazione e sul commercio delle armi da fuoco” e approvare il registro europeo dei nomi dei passeggeri, anche per i voli interni, anche se questo solleverà numerosi interrogativi”. Juncker ha infine ricordato che a dicembre la Commissione presenterà una proposta per costituire un corpo europeo di Guardia di frontiera e costiera, “una necessità per proteggere al meglio le nostre frontiere esterne”.

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