GELO MOSCA-NATO, IL PREMIER MEDVEDEV: “RISCHIO ESCALATION” Ankara ha accusato il velivolo di essere entrato nel suo spazio aereo e di aver ignorato i ripetuti avvertimenti con cui gli era stato chiesto di allontanarsi

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“Una pericolosa escalation dei rapporti Russia Nato, che non può essere giustificata con alcun interesse, compresa la protezione dei confini” è la prima delle conseguenze delle “sconsiderate azioni criminali delle autorità turche che hanno abbattuto l’aereo russo”. È l’accusa lanciata dal premier russo Dmitrij Medvedev dopo che un caccia Sukhoi Su-24 dell’aviazione russa è stato abbattuto ieri dagli F-16 turchi al confine con la Siria provocando, secondo Mosca, la morte di due militari: un pilota e un soldato della squadra di soccorso inviata poco dopo con un elicottero. Ankara, da parte sua, ha accusato il velivolo di essere entrato nel suo spazio aereo e di aver ignorato i ripetuti avvertimenti con cui gli era stato chiesto di allontanarsi.

Mosca ha però rispedito le accuse al mittente. Il Cremlino ha infatti negato lo sconfinamento affermando che il velivolo è caduto 4 chilometri all’interno del territorio siriano e che la parte turca non ha mai tentato di entrare in contatto con l’equipaggio del jet di Mosca. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha parlato dell’abbattimento come di “un crimine”, di “una pugnalata alla schiena sferrata da complici dei terroristi” e ha avvertito che l’incidente avrà “serie ripercussioni” sui rapporti tra Mosca e Turchia. È stata immediatamente cancellata la visita a Istanbul del ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov e il ministero degli Esteri moscovita ha chiesto ai russi di non recarsi in Turchia.

Immediata la reazione di Ankara. Il governo turco ha convocato l’incaricato d’affari russo e ha ottenuto la convocazione d’urgenza del Consiglio Nato del Nord Atlantico, massimo organo decisionale composto dagli ambasciatori dei 28 Paesi alleati. “È nostro diritto internazionalmente riconosciuto adottare tutte le misure necessarie contro chiunque violi il nostro spazio aereo o le nostre frontiere”, ha affermato il premier turco Ahmet Davutoglu. Al termine del Consiglio Atlantico, il segretario della Nato Jens Stoltenberg ha invitato alla “calma” e alla “de-escalation”, sottolineando la necessità di “rafforzare il meccanismo per evitare questi incidenti nel futuro”.

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