CROLLANO LE ESPORTAZIONI IN RUSSIA, COLDIRETTI: “- 27,5 PER CENTO” L'associazione di categoria interpreta i dati Istat sull'Export. "Ma le alleanze per la lotta all'Isis potrebbero cambiare il quadro"

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Crollano del 27,5% le esportazioni del made in Italy in Russia. E` quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati relativi al commercio estero dell`Istat nel primi dieci mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una situazione che – sostiene la Coldiretti – potrebbe cambiare presto secondo il nuovo schema di alleanze internazionali che si sta formando nella lotta all`Isis.

Se i settori più colpiti sono chiaramente quelli interessati dall`embargo che ha sancito a partire dal 6 agosto 2014 il divieto all`ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce, perdite di quote di mercato considerevoli – sottolinea la Coldiretti – si registrano anche in altri importanti comparti, dal tessile all`arredamento fino ai mezzi di trasporto.

Nell`agroalimentare – sostiene la Coldiretti – ai danni diretti stimati in 20 milioni di euro al mese di mancate esportazioni si sommano anche i danni indiretti dovuti alla perdita di immagine e di mercato provocata dalla diffusione in Russia di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy.
Lo stop alle importazioni dall`Italia ha provocato in Russia un vero boom nella produzione locale di prodotti Made in Italy taroccati, dai salumi ai formaggi con la produzioni casearia russa di formaggio – conclude la Coldiretti – che nei primi quattro mesi del 2015 ha registrato infatti un sorprendente aumento del 30 per cento e riguarda anche imitazioni di mozzarella, robiola o Parmesan.

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