ISRAELE, KERRY CONDANNA L’INTIFADA DEI COLTELLI: “ATTO DI TERRORISMO” Il segretario di Stato Usa è tornato nello Stato ebraico dopo oltre un anno. "Qui per parlare su come lavorare insieme"

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Dura condanna nei confronti dell’intifada dei coltelli da parte del segretario di Stato Usa, John Kerry, in visita in Israele dopo oltre un anno di assenza. Fonti americane hanno spiegato che l’obiettivo della missione non è di far ripartire i negoziati di pace, ma di riportare la calma fra israeliani e palestinesi. “Questi atti di terrorismo meritano la condanna che stanno ricevendo. Oggi esprimo la mia completa condanna per ogni atto di terrorismo che colpisce vite innocenti e mina la vita quotidiana di una nazione”, ha detto Kerry, all’inizio del suo incontro a Gerusalemme con il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu. “Sono qui – ha proseguito – per parlare di come possiamo lavorare assieme.. per respingere il terrorismo e la violenza insensata”.

Ma intanto anche la giornata di oggi è stato segnata da un nuovo attacco, nel quale un palestinese ha lanciato la sua auto contro un posto di blocco in Cisgiordania ferendo leggermente quattro uomini delle forze di sicurezza israeliane. Ferito a sua volta dai colpi di una guardia, il palestinese è stato poi arrestato. A parte una visita nel luglio del 2014, per raggiungere una tregua nella guerra a Gaza, Kerry non tornava in Israele da aprile di quell’anno, quando saltarono i negoziati di pace fra israeliani e palestinesi. Il capo della diplomazia americana, che oggi vedrà anche il presidente dell’Autorità nazionale Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), vuole ora cercare di stabilizzare la situazione fra israeliani e palestinesi. La tensione fra le parti è alimentata dall’ondata di attacchi iniziata a ottobre, ma si basa anche sulla questione dello status quo nel luogo santo di Gerusalemme che per i musulmani è la Spianata delle Moschee e per gli ebrei il Monte del Tempio.

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