VENEZIA SI FERMA PER VALERIA, IL PADRE: “IL NOSTRO ESEMPIO E’ PER CHI NON SI ARRENDE” Una folla commossa alle esequie civili. Hollande saluta i familiari. Il Patriarca di Venezia ai terroristi: "In nome di Dio cambiate il vostro cuore"

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esequie solesin

Venezia si stringe attorno alla famiglia Solesin nel giorno dell’ultimo saluto a Valeria, la giovane ricercatrice italiana rimasta uccisa nell’attacco al Bataclan di Parigi, il 13 novembre. La salma è partita da ca’ Farsetti, sede del Comune, dove è stata allestita la camera ardente, con un corteo dei gondolieri, che l’ha portata in piazza San Marco alle 11. Nel salotto di Venezia è stata montata una pedana con alle spalle la basilica, e un’altra piccola pedana con la bara, con la famiglia da un lato e dall’altro le autorità. Per garantire l’incolumità dei partecipanti è stato adattato il protocollo di sicurezza e di accessi alla piazza previsto per il Giubileo (a Venezia sarà aperta una porta santa in Basilica il 13 dicembre).

La cerimonia civile, cui ha preso parte anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stata aperta dall’inno di Mameli e dalla Marsigliese. A rappresentare il governo, dopo la visita di oggi del premier Matteo Renzi alla camera ardente, è stata Roberta Pinotti. “Valeria era una studiosa ed una ragazza meravigliosa che manchera a tutti ed anche al nostro Paese – ha detto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, nel corso del suo intervento alle esequie – non dobbiamo avere rabbia o paura perché Valeria non ci perdonerebbe mai ma continuare nell’unica direzione che lei avrebbe voluto, quella di cercare di vivere in un posto migliore. La sfida è quella di non fermarsi”.

Durante il suo discorso la Pinotti ha letto un messaggio del presidente francese Francois Hollande. “A nome della Francia, voglio solennemente dire che non dimenticheremo Valeria, venuta da noi a studiare per amore della vita e della cultura, e che ha trovato la morte sotto il fuoco dei terroristi – ha scritto il titolare dell’Eliseo -. Condivido il dolore dei suoi genitori, di una dignità ammirevole, della sua famiglia, dei suoi cari, dei suoi amici e di tutta l`Italia”.

Alle esequie ha preso parte anche il Patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, che ha benedetto la bara. “Carissima Valeria, l’ultimo pensiero è per te – ha affermato il presule -. Ci lasci come tuoi valori il tuo impegno nello studio e nel volontariato, il tuo desiderio di spenderti per una società più giusta. E in questo momento di commiato, ti offro insieme alla Chiesa che è in Venezia, con tutte le confessioni cristiane presenti in questa città unica e universale, l’umile gesto della nostra preghiera e la benedizione del Signore come è stata richiesta”. Mons. Moraglia ha abbracciato i familiari della Solesin dicendo che la loro dignità “ci sorprende e ci fa riflettere”. Dopo aver invitato la politica a essere lungimirante il patriarca si è rivolto idealmente ai terroristi. “La vostra cultura ci fa inorridire ma non ci intimidisce – ha sottolineato con forza -. Ci sgomenta perché indegna dell’uomo, ma ci fortifica nell’opporci ad essa con ogni nostra forza sul piano culturale, spirituale, umano. In nome di Dio cambiate il vostro modo d’essere. Iniziate dal cuore. Abbiate questo coraggio”.

“La nostra comunità vuole dirti che non in nome del nostro Dio, non in nome della nostra religione, che è una religione di pace, e certamente non nel nostro nome ti hanno assassinato come le altre vittime a Parigi e nel mondo” è stato il messaggio dei musulmani veneziani. “Porgiamo il nostro più sentito cordoglio alla famiglia Solesin. Cara Valeria non ti conoscevamo prima ma ora ti conosciamo attraverso le sagge parole dei tuoi genitori, la compostezza di tuo fratello Dario e del tuo fidanzato Andrea”. L’Imam del capoluogo veneto Hamad Al Mohamad ha poi rivolto una preghiera ad Allah perché “abbia Valeria e tutte le vittime nella sua gloria, aiuti la sua famiglia protegga l’Europa, l’Italia e questa città dal male e di pacificare le nostre anime”.

Toccante l’intervento di Alberto Solesin, padre di Valeria. “In questi giorni ho letto che siamo stati un esempio – ha raccontato -. Se questo è stato vero anche solo in minima parte, voglio dedicarlo a tutti i Valeria e Andrea che non si arrendono. “Ripensando a Valeria non voglio isolarla dal suo contesto parigino, dall’università e dai bistrot dove tanti ragazzi immaginano un futuro migliore. In questi giorni acerbi abbiamo avuto uno straordinario senso di vicinanza, un pensiero che ora vogliamo rivolgere alle altre famiglie delle vittime. Un pensiero va a nostro figlio Dario che, oltre a una sorella, ha perso un riferimento, e al suo compagno Andrea, che è uno di quelli che non si arrendono”.

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