SPESE MILITARI, L’EUROGRUPPO RINVIA LA DECISIONE SU FRANCIA E BELGIO AL 2016 Il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha dichiarato che bisognerà aspettare e vedere come ogni singolo Paese Ue investirà nella sicurezza e nell'emergenza terrorismo

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Jeroen Dijsselbloem

Per affrontare ora il tema dello scorporo delle spese straordinarie per la sicurezza e l’emergenza terrorismo è “troppo presto”. O almeno secondo l’opinione del presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Entrando al summit dei ministri finanziari dell’area euro, che si è svolta lunedì, dove all’ordine del giorno si c’era la discussione delle opinioni della Commissione europea sulle bozze di leggi di stabilità, Dijsselbloem ha dichiarato che bisognerà vedere a posteriori come i Singoli Paesi dell’area euro investiranno in sicurezza e se queste spese avranno un impatto sui loro conti pubblici.

A chi gli chiedeva se oggi si discuterà delle spese eccezionali per l’antiterrorismo, dopo che il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, aveva aperto alla possibilità di escluderle dal Patto, Dijsselbloem ha spiegato che oggi “discuteremo delle bozze di bilancio 2016 di Francia e Belgio”, dopo “aver espresso simpatia e solidarietà ai due Paesi”. Le manovre di entrambi i Paesi sono “ampiamente conformi”alle regole del Patto e “non è urgente di prendere decisioni ora”.

In ogni caso la Commissione Ue “dovrà valutare” sulla flessibilità per la sicurezza, perché “ci sono diversi terreni”, e “vedere poi se ci sono circostanze eccezionali che non possono essere influenzate dai governi. Lo vederemo a posteriori, potrebbe diventare rilevante dopo”, ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo. Dijsselbloem ha assicurato che “l’attuale crisi della sicurezza potrebbe essere un motivo” per considerare queste spese come straordinarie”, ma “bisogna vedere il tipo degli investimenti, come e dove sono effettuate le spese e occorre vedere se hanno un impatto sui bilanci e sui conti pubblici”. Bisogna vedere, ha concluso, “se le spese diventano un problema per questi Paesi”.

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