VATILEAKS 2, AL VIA IL PROCESSO IN VATICANO Al termine dell'indagine sono stati cinque i rinviati a giudizio: monsignor Lucio Vallejo Balda, il suo collaboratore Nicola Maio, Francesca Immacolata Chaouqui e i giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, autori rispettivamente dei libri "Via Crucis" e "Avarizia"

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Si terrà oggi in Vaticano la prima udienza al processo nato dall’inchiesta Vatileaks 2, che riguarda la diffusione di documenti riservati della Santa Sede. Al termine dell’indagine sono stati cinque i rinviati a giudizio: monsignor Lucio Vallejo Balda, il suo collaboratore Nicola Maio, Francesca Immacolata Chaouqui e i giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, autori rispettivamente dei libri “Via Crucis” e “Avarizia”.

Nuzzi ha affidato a un cinguettio su Twitter la conferma della sua presenza all’udienza. “Entrerò in Vaticano per sedermi al banco degli imputati e farmi processare portando #viacrucis come corpo del reato #noinquisizione – ha scritto il giornalista sulla piattaforma social -. Non si processa chi fa informazione! Domani io ed Emiliano Futtipaldi, due cittadini italiani, due giornalisti verremo processati in VAticano. LA libertà di informazione sotto processo”.

Con Nuzzi e Fittipaldi alla sbarra ci sarà anche Francesca Immacolata Chaouqui – che non sarà assistita dall’avocato Bongiorno in quanto non è stata ammessa come difensore. La Chaouqui ha scritto su Facebook che andrà a difendersi al processo, “a dimostrare che mai un solo foglio è passato dalle mie mani a quelle di un giornalista, uno qualsiasi, non solo Emiliano e Gianluigi”.

Nel frattempo, la rappresentante dell’Osce per la libertà dei media, Dunja Mijatovic, ha chiesto oggi alle autorità della Città del Vaticano di ritirare le accuse penali nei confronti dei giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, che domani devono comparire in Vaticano in una udienza penale per rispondere del reato di divulgazione di informazioni e documenti relativi al nuovo caso Vatileaks. La nota dell’Osce, pubblicata a Vienna, è stata diffusa in Italia da Ossigeno per l’Informazione. “I giornalisti devono essere liberi di riferire su questioni di interesse pubblico e di proteggere le loro fonti confidenziali”, ha detto Mijatovic, e ha concluso: “Invito le autorità a non procedere con le accuse e proteggere i diritti dei giornalisti in conformità agli impegni con l’Osce”.

 

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