IL FUOCO ARRIVA DAL MARE: PRIMI RAID DALLA “DE GAULLE”

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Sono partite le prime missioni per bombardare l’Isis dalla portaerei francese Charles De Gaulle, in navigazione nel Mediterraneo orientale. Al momento i raid sono limitati all’Iraq come ha spiegato il capo dello stato maggiore interforze, il generale Pierre de Villiers. In precedenza fonti giornalistiche ammesse sulla nave avevano riferito di aver visto decollare caccia Rafale carichi di bombe.

“Abbiamo condotto attacchi su Ramadi e Mosul, in appoggio a truppe di terra locali che stavano avanzando verso le milizie del Daesh”, ha precisato de Villiers, utilizzando l’acronimo che in lingua araba equivale a quello di Isis. Domenica il ministro della Difesa, Jean-Yves le Drian, aveva dichiarato all’emittente radiofonica “Europe 1′”che la poraerei sarebbe stata operativa dall’indomani. A bordo si trovano 26 tra Rafale e Super Etendard, il che significa triplicare la consistenza della forza aerea dispiegata dalla Francia in funzione anti-jihadista, andandosi ad aggiungere ai sei Rafale e agli altrettanti Mirage 2000 già di stanza rispettivamente negli Emirati Arabi Uniti e in Giordania. Ai piloti sarebbero stata impartita l’istruzione di raggiungere il bersaglio passando sul territorio turco, a nord, oppure giordano, a sud, per evitare la contraerea siriana.

Il presidente russo Vladimir Putin è stato informato degli stabiliti contatti militari russi con i colleghi francesi sulle operazioni in Siria. L’esercito russo ha già riferito al numero uno del Cremlino dell’avvio dei contatti con la portaerei francese. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, precisando che il tutto è stato comunicato al presidente russo venerdì scorso.

Putin, da parte sua, è tornato a ribadire che i bombardamenti sono solo una parte della soluzione: il grosso dovrà essere fatto dalla diplomazia internazionale. “I raid aerei sulla Siria non saranno eterni” ha detto il presidente russo. Putin, parlando a Teheran, ha aggiunto che la crisi siriana viene risolta e sarà risolta con i metodi politici e di questo si è parlato nei suoi colloqui di oggi con i vertici iraniani.

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