RENZI: “TELECAMERE A ROMA PER PREVENIRE IL TERRORISMO”, MA L’IMPIANTO GIÀ ESISTE Un sistema di sicurezza con oltre 2.000 apparecchi installati nel 2010 e poco sfruttato fino ad oggi

308
renzi

L’Isis ha dichiarato una guerra non convenzionale all’Europa; pertanto, anche gli strumenti che saranno necessari per combatterla dovranno essere straordinari. E il governo Renzi punta tutto su una svolta tecnologica ed informatica. A Roma non solo metal detector al Colosseo, militari per le strade e mitra spianati attorno agli obiettivi sensibili, ma anche un sistema, già esistente, di identificazione per via telematica di tutti i volti dei potenziali terroristi che appaiono in una telecamera e già noti a una grande banca dati internazionale. Un potenziamento senza precedenti dei sistemi di videosorveglianze per strade e piazze italiane per scovare gli estremisti sotto osservazione e seguirne ogni movimento.

Da Palazzo Chigi stanno valutando con i massimi esperti del settore la fattibilità del progetto. Il premier Matteo Renzi afferma: “Piuttosto che bloccare le frontiere, di fronte alla minaccia del terrorismo islamista bisogna fare più controlli, mettere in comune tutte le banche dati per taggare tutti i potenziali soggetti. Ciascuno di noi lascia delle tracce e non credo che sia un agguato alla privacy” ha proseguito. E’ necessario investire in maggiori controlli e digitalizzazione oltre che nelle periferie stesse per riqualificarle”. L’investimento, senza dubbi, dovrà essere massiccio: in telecamere, già esistenti ma non sufficienti per un monitoraggio ancora più serrato, e in materia di banca dati.

“Roma ha un prefetto, un questore, un capo di gabinetto, un dirigente della Digos e riflettori di tutte le strutture investigative allertati per garantire la sicurezza del Giubileo – ha detto Francesco Tagliente, dall’agosto 2010 a giugno 2012 Questore della Provincia di Roma, in un’intervista rilasciata ad In Terris -. Ciò che ho realizzato a Pisa penso possa essere un valido strumento anche per Roma: l’anagrafe delle telecamere, che altro non è che il censimento di tutte le telecamere attive in città per poter agevolare l’attività degli investigatori nel momento in cui servisse. Oggi tutte le metropolitane, le stazioni ferroviarie, quelle aeroportuali, le banche, gli stadi, i supermercati e le gioiellerie dispongono di sistemi di videosorveglianza. Mettere in rete tutte queste telecamere e avere la possibilità di sapere in tempo reale quello che hanno ripreso è fondamentale; conoscere a priori la loro ubicazione, quante sono, quali angolazioni riprendono. Questo serve sia a ridurre i costi dell’attività investigativa, sia a velocizzare e dunque rendere più efficace la stessa”.

In Italia sono state censite oltre un milione e mezzo di telecamere, quasi la metà riconducibili alla pubblica amministrazione (40% appartengono ad aziende e strutture private, il 10% è residenze). Ma perché il piano funzioni sarà necessario che le oltre duemila telecamere di Roma diventino molte di più. Bisognerà investire sulle modernissime webcam intelligenti ideate in Israele, con un software capace di avvisare la sala controllo della presenza di un volto sospetto, oltre che di uno conosciuto ai sistemi informatici internazionali. Ma anche di un pacco abbandonato in una stazione o un tizio che si aggira in prossimità di un obiettivo sensibile notte tempo. “Mi rendo conto che si porrebbe anche un problema di privacy – ammette in il premier – ma è uno strumento straordinario di cui dobbiamo dotarci”. Ma il sistema già esiste.

 

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS