TAVECCHIO OTTIMISTA SU CONTE: “FIDUCIOSO PER IL RINNOVO” Il ct fa penare la Federcalcio. Il presidente: "Ne parleremo prima dell'Europeo". Il dg Uva: "Due anni sono pochi per un progetto"

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“Sono fiducioso sul rinnovo di Antonio Conte, ci penserà molto prima di lasciare la Nazionale, questo ruolo gli piace”. Lo ha detto il presidente della Figc Carlo Tavecchio, intervistato a margine di un convegno su welfare salute e sport all’ospedale di Vizzolo Predabissi dell’Azienda ospedaliera di Melegnano, nel Milanese: “Il discorso verrà affrontato in primavera non di certo nell’imminenza dell’Europeo. Conte sta capendo che il suo incarico non è solo da commissario tecnico, ma anche da responsabile e coordinatore di tutte le nazionali, e questa non è una cosa di poco conto. Decideremo con serenità perché ci lega un rapporto quasi quotidiano, a prescindere da tutte le sirene a destra e sinistra”.

Ottimista anche anche il direttore generale della Figc, Michele Uva. “Mi sembra che sia entrato in totale sintonia col sistema e sia calato nel ruolo – racconta in un’intervista al Corriere della Sera – Lo vedo sereno, concentrato sugli Europei. Non sono pessimista: all’inizio e’ stata dura, ma adesso è piacevole lavorarci assieme. Sarebbe bello che arrivasse fino alla Russia”.

Secondo Uva, la Figc si può anche permettere di aspettare fino a giugno per una decisione “perché quello dell’allenatore della Nazionale è un posto ambito. Ma si deciderà prima. Non sono preoccupato se Conte lascia, ma due anni sono pochi per portare avanti un progetto: speriamo che le riforme lo invoglino a restare”. A proposito dei cambiamenti introdotti dalla Federazione, l’unico rammarico di Uva è che “daranno i loro frutti solo tra 5-6 anni. Parlo anche del pareggio di bilancio, del tetto alle rose, del fatto che tra quattro anni sarà impossibile fallire. Ma scherzi a parte, l’unico vero dispiacere è la litigiosità a livello politico. Anche se Tavecchio è stato bravissimo a separare la parte gestionale da quella politica. Le sue uscite infelici? Ci sono stati dei rallentamenti, ma non ci possiamo fermare. All’estero la nostra posizione si è molto rafforzata, specie dopo che Tavecchio ha dichiarato che non avrebbe votato Blatter. Questo ha portato una maggiore indipendenza e possiamo diventare il punto di riferimento per molte altre federazioni”. E per il futuro, Uva esclude una sua candidatura a presidente della Figc: “Quando ho perso le elezioni per la serie B ho giurato a me stesso che non mi sarei mai più candidato ad alcunché. Ognuno deve fare quello che sa: io sono un manager”.

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