EDILIZIA, PRIMI SEGNI DI RIPRESA DOPO 4 ANNI DI CRISI Secondo le ultime stime presentate da Confartigianato sono tornati i segni positivi per la produzione che a settembre 2015 mostra una crescita dello 0,4%

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Buone notizie sul fronte abitazioni. Secondo le ultime stime presentate da Confartigianato, dopo 54 mesi di crisi ininterrotta il settore delle costruzioni registra un’inversione di tendenza e si avvia verso la ripresa. “Sono tornati i segni positivi per la produzione che a settembre 2015 mostra una crescita dello 0,4% – dichiarano dalla sede dalla maggiore organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa, fondata nel 1946 – e per l’occupazione che al secondo trimestre 2015 mostra un +2,3%, pari a 34.000 occupati in più nell’ultimo anno”. Per Confartigianato, la spinta per uscire definitivamente dalla crisi che ha duramente colpito il settore immobiliare può arrivare dal bonus per le ristrutturazioni edili e dalla riforma degli appalti.

Notizie meno rosee, invece, sul fronte delle tassazioni. Secondo una ricerca effettuata dalla Confartiginanato Imprese (Cgia) di Mestre (VE), le famiglie più tartassate d’Italia abitano a Reggio Calabria. Per gli abitanti del comune calabro, nel 2015 il peso complessivo di Irpef, addizionali comunali e regionali all’Irpef, Tasi, bollo auto e Tari ammonta a 7.684 euro. Al secondo posto di questa sfortunata ed esosa graduatoria si trova Napoli: nel capoluogo campano le tasse che gravano su una famiglia media pesano 7.658 euro. Il terzo posto è occupato da Salerno: lo sforzo fiscale richiesto alle famiglie residenti è di 7.648 euro. Ai piedi del podio si collocano Messina (7.590 euro), Roma (7.588 euro), Siracusa (7.555 euro), Catania (7.547 euro) e Latina (7.540 euro). La prima città del Nord è Genova che si piazza al 13/o posto, con 7.405 euro.

Le città meno tartassate, invece, si trovano a nordest: nelle ultime sei posizioni ben quattro sono occupate da comuni veneti e friulani: Verona (7.061 euro), Vicenza (6.986 euro), Padova (6.929 euro) e Udine (6.901 euro). “Il differenziale tra le imposte pagate a Reggio Calabria e quelle versate a Udine è di 783 euro – commenta il coordinatore dell’Ufficio studi degli Artigiani di Mestre Paolo Zabeo. -. Se consideriamo la qualità e la quantità dei servizi offerti, è evidente che questo gap non ha alcuna giustificazione e la gran parte delle famiglie del sud che pagano le tasse subiscono una vera ingiustizia”.

Sono casa e immondizia a pesare sulle famiglie meridionali: “In Italia – segnala Zabeo – il carico fiscale sulle famiglie penalizza soprattutto quelle residenti nelle città del mezzogiorno. A gravare sulle tasche dei cittadini del sud pesano, in particolar modo, l’addizionale regionale Irpef e la Tari. L’esosità della prima è dovuta al fatto che quasi tutte le regioni del Sud sono in disavanzo sanitario: pertanto, ai cittadini di questi territori viene applicata l’aliquota massima per comprimere il deficit. L’elevato peso della seconda, invece, è riconducibile al fatto che i costi di gestione delle aziende di asporto rifiuti sono eccessivi e, come prevede da pochi anni la legge nazionale, devono essere interamente coperti dagli utenti con il pagamento del tributo. Inoltre, al Sud si sconta ancora una percentuale di raccolta differenziata molto contenuta che non consente una riduzione della tariffa, così come succede in molte città del Nord”. Nel 2016 la situazione è destinata a migliorare: con l’abolizione della Tasi sulla prima casa, le famiglie italiane risparmieranno mediamente tra i 200 e i 250 euro.

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