PADOVA, TROVATI I RESTI DI UN FETO SEPOLTO: INDAGATI DUE FIDANZATINI Ad allertare i carabinieri sono stati i medici dopo che la giovanissima mamma, di 17 anni, si era presentata in ospedale in preda a una forte emorragia

395
'ndrangheta

Una coppia di giovani fidanzati potrebbe essere indagata dopo che i carabinieri hanno scoperto un feto sepolto in un campo. I resti del piccolo, seppellito nella notte, sono state rinvenute dai militari che sono stati accompagnati sul posto dal fidanzato della madre. Lui è un italiano di 18 anni, lei una 17enne ragazzina albanese residente poco distante dal luogo del rinvenimento.

Durante la notte la giovane si era recata in ospedale a Camposampiero per una forte emorragia. I medici hanno poi scoperto che la 17enne aveva abortito da poco tempo. Al momento del ricovero la ragazza ha fornito la tessera sanitaria appartenente ad una sua connazionale maggiorenne, ed è stata quindi denunciata per false generalità. Il fidanzato che era in sala d’aspetto, in attesa di ricevere notizie sulla salute della sua compagna, è stato denunciato in concorso. Dopo aver scoperto che la 17enne aveva appena abortito in casa, i carabinieri hanno chiesto al giovane di accompagnarli là dove la coppia aveva sepolto il feto, di cui ora andrà accertata l’età, che si presume sia intorno ai tre mesi. Gli esami dovranno anche rilevare se vi siano segni di violenza.

Nei confronti dei due fidanzatini non sarebbe ancora stata formalizzata l’accusa, in quanto si attende la determinazione da parte dei medici legali dell’età del feto – inferiore o superiore ai tre mesi – e l’esatta dinamica degli eventi potrebbe configurare infatti un’ipotesi di infanticidio, come sembrava nell’immediatezza dell’indagine, ma anche di procurato aborto (molto meno grave) oppure occultamento di cadavere; questo nel caso si dovesse ricostruire che vi era stato un aborto spontaneo, e che qualcuno ha cercato di far scomparire i resti del nascituro. Secondo quanto si apprende, al momento i due fidanzati sono stati deferiti in stato di libertà dai carabinieri, che hanno avvisato la Procura dei minori di Venezia.

 

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS