ALLARME JIHAD, RENZI: “NO ALLE LEGGI SPECIALI, SI’ A INVESTIMENTI SULLA SICUREZZA” Il premier a Sky Tg24: "In Italia non ci sono rischi concreti ma nessun Paese è al sicuro. Non possiamo rinunciare alle nostre libertà"

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Per sconfiggere il terrorismo l’Italia non ricorrerà a leggi speciali ma rafforzerà l’azione degli 007. Lo ha detto Matteo Renzi durante una lunga intervista a Sky Tg24. Nel nostro Paese, ha chiarito il premier, “non ci sono rischi concreti” nonostante il Giubileo alle porte. In ogni caso nessuno Stato europeo è meno esposto degli altri. Per questo per Renzi è giusto – e l’Italia lo aveva già proposto “nel settembre 2014” – che le spese per la difesa restino fuori dal patto di stabilità europeo, come oggi Bruxelles ha sancito. Sicurezza, intelligence e controlli sono gli antidoti che il governo ha già messo in campo per prevenire attentati. Ma per il presidente del consiglio la sottovalutazione è da evitare, come “reazioni isteriche e di pancia”.

“Bisogna trovare un equilibrio, chi dice ‘è il momento della sicurezza, bisogna rinunciare a tutto’ forse esagera. Noi dobbiamo prima di tutto vivere, ci vuole anche il coraggio di non rinchiudersi e di non rinunciare alla nostra identità”. Impedire al terrorismo di “snaturarci”, rinunciando ad abitudini, libertà e identità, è la linea che unisce il premier al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, impegnati a rassicurare il paese dopo i tragici eventi di Parigi.

Per questo Renzi mai si sarebbe permesso di chiedere a Papa Francesco di rinunciare al Giubileo straordinario per ridurre i rischi di attentati. “Il Papa se è un obiettivo è un obiettivo sempre”, sostiene il presidente del consiglio nel giorno in cui dall’Isis arrivano nuove minacce al Vaticano. La guerra si vince sui valori, sull’identità ma anche nell’unità a partire della politica. Nei prossimi giorni il governo, oltre ad inserire nuove risorse per la difesa nella legge di stabilità, con maggiori investimenti sulla cyber security, farà una proposta “a tutti i partiti per un investimento ulteriore non solo di sicurezza ma anche di recupero di determinate realtà”, come le periferie che, in Francia, sono diventate terreno di coltura dei terroristi.

Ma è una visione complessiva che il premier chiede alla comunità internazionale per evitare “una Libia bis” e per unire le forze dei paesi impegnati contro l’Isis. Una coalizione che, secondo Renzi, non può permettersi di escludere la Russia, come da mesi sostiene l’Italia. “Oggi – si compiace il presidente del Consiglio – è una posizione maggioritaria: meglio tardi che mai. E’ finalmente la posizione degli europei e anche di Obama”.

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