PECHINO CONDANNA L’UCCISIONE DELL’OSTAGGIO CINESE DA PARTE DEL CALIFFATO Insieme a Fan jinghui è stato giustiziato anche un prigioniero norvegese

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L’Isis, sul nuovo numero della sua rivista “Dabiq”, ha annunciato di avere ucciso due suoi prigionieri, un cinese e un norvegese, riportando le loro foto da vivi e da morti. I due sembrano essere stati uccisi con un’arma da fuoco. Il giornale in edizione inglese spiega che essi sono stati “giustiziati dopo essere stati abbandonati dalle nazioni kafir [infedeli]”. Lo scorso settembre, infatti, le foto dei due uomini erano state pubblicate con addosso un cartello con su scritto “in vendita”, suggerendo il pagamento di un riscatto in cambio della liberazione. Nessuno, però, aveva pagato e così ieri è scattata l’esecuzione. L’ostaggio norvegese aveva 48 anni e si chiamava Ole-Johan Grimsgaard-Ofstad: era stato rapito a gennaio in Siria poco dopo il suo ingresso nel paese mediorientale. L’ostaggio cinese si chiamava Fan Jinghui ed era un consulente freelance di Pechino di 50 anni.

La morte di Fan è stata confermata oggi dal governo di Pechino. Lo ha reso noto l’agenzia Xinhua. Il presidente cinese Xi Jinping, a Manila per l’incontro Apec, ha rilasciato una dichiarazione in cui condanna l’uccisione di Fan promettendo di “lottare contro ogni attacco di terrorismo violento che sfida la civiltà umana”. Xi ha anche inviato le sue condoglianze alla famiglia del defunto. Il premier norvegese Erna Solberg ha dichiarato, da parte sua, che “non vi sono scuse per il trattamento a cui il nostro connazionale è stato soggetto. Non si possono trovare né nella religione, né nell’ideologia”. “Questo – ha concluso – è un atto spregevole e barbaro”.

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