UDIENZA A SAN PIETRO, BERGOGLIO: “NIENTE PORTE BLINDATE NELLA CHIESA, TUTTO APERTO!” Il pontefice ha ribadito che le porte devono servire per proteggere, ma non per escludere

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“Davanti a noi sta la porta, ma non solo la Porta Santa: la grande porta della Misericordia di Dio, e quella è una porta bella”, che accoglie il nostro pentimento offrendo la grazia del suo perdono. La porta è generosamente aperta, ci vuole un po’ di coraggio da parte nostra per varcare la soglia”. E’ quanto ha detto Papa Francesco all’udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro, e poi ha aggiunto a braccio: “Ognuno di noi ha dentro di sé cose che pesano… Tutti, No? Tutti siamo peccatori! Approfittiamo di questo momento che viene e varchiamo la soglia di questa misericordia di Dio che mai si stanca di perdonare, mai si stanca di aspettarci! Ci guarda, è sempre accanto a noi. Coraggio! Entriamo per questa porta!”.

Ha poi parlato del Sinodo dei vescovi che si è celebrato lo scorso mese, durante il quale tutte le famiglie e la Chiesa intera hanno ricevuto l’invito a incontrarsi sulla soglia di questa porta. “La Chiesa è stata incoraggiata ad aprire le sue porte, per uscire con il Signore incontro ai figli e alle figlie in cammino, a volte incerti, a volte smarriti, in questi tempi difficili. Le famiglie cristiane, in particolare, sono state incoraggiate ad aprire la porta al Signore che attende di entrare, portando la sua benedizione e la sua amicizia”.

“E se la porta della misericordia di Dio è sempre aperta, anche le porte delle nostre chiese, dell’amore delle nostre comunità, delle nostre parrocchie, delle nostre istituzioni, delle nostre diocesi, devono essere aperte, perché così, tutti possiamo uscire a portare questa misericordia di Dio. – ha aggiunto Papa Francesco a braccio – Il Giubileo significa la grande porta della misericordia di Dio ma anche le piccole porte delle nostre chiese aperte per lasciare entrare il Signore o tante volte uscire il Signore prigioniero delle nostre strutture, del nostro egoismo e tante cose”.

“Ci sono posti nel mondo in cui non si chiudono le porte a chiave. Ancora ci sono, ma ce ne sono tanti dove le porte blindate sono diventate normali, anche per la sicurezza”, ha detto il Papa senza esplicitare il riferimento alla questione immigrazione o al tema terrorismo di attualità in questi giorni. “Questo non ci stupisce; però, a pensarci, è un brutto segno! Non dobbiamo arrenderci all`idea di dover applicare questo sistema a tutta la nostra vita, alla vita della famiglia, della città, della società. E tanto meno alla vita della Chiesa. Sarebbe terribile! Una Chiesa inospitale, così come una famiglia rinchiusa su sé stessa, mortifica il Vangelo e inaridisce il mondo. Niente porte blindate nella Chiesa, tutto aperto!”, ha detto Francesco, secondo il quale la porta “deve custodire, certo, ma non respingere”. “Quanta gente ha perso la fiducia? Non ha il coraggio di bussare alla porta del nostro cuore cristiano, alle porte delle nostre chiese, e sono lì, non hanno il coraggio, gli abbiamo tolto la fiducia: per favore, questo non accada mai!”, ha aggiunto Papa Francesco.

“Siamo tutti vicini al giubileo: ci sarà la Porta Santa, ma c’è la porta della misericordia di Dio grande. Che ci sia anche la porta del nostro cuore, per ricevere tutti, sia il perdono di Dio, sia per dare il nostro perdono e accogliere tutti coloro che bussano alla nostra porta”. Così Papa Francesco a conclusione dell’udienza generale. “Con questa riflessione – ha detto Francesco all’inizio della catechesi – siamo arrivati alle soglie del Giubileo, è vicino! Davanti a noi sta la grande porta della Misericordia di Dio, una porta bella, che accoglie il nostro pentimento offrendo la grazia del suo perdono. La porta è generosamente aperta, ma noi dobbiamo coraggiosamente varcare la soglia, ognuno di noi ha dentro di sè cose che pesano o no? Tutti siamo peccatori, approfittiamo di questo momento che viene e varchiamo la soglia di questa misericordia di Dio che mai si stanca di perdonare, entriamo per questa porta coraggio!”.

“La Chiesa è la portinaia della casa del Signore, non la padrona!”. “La casa di Dio è un riparo, non una prigione! Sono i ladri, quelli che cercano di evitare la porta, perché hanno intenzioni cattive, e si intrufolano nell`ovile per ingannare le pecore e approfittare di loro. Noi dobbiamo passare per la porta e ascoltare la voce di Gesù: se sentiamo il suo tono di voce, siamo sicuri, siamo salvi. Possiamo entrare senza timore e uscire senza pericolo. In questo bellissimo discorso di Gesù, si parla anche del guardiano, che ha il compito di aprire al buon Pastore. Se il guardiano ascolta la voce del Pastore, allora apre, e fa entrare tutte le pecore che il Pastore porta, tutte, comprese quelle sperdute nei boschi, che il buon Pastore si è andato a riprendere. Le pecore non le sceglie il guardiano, non il segretario parrocchiano, ma il buon Pastore. Il guardiano – anche lui – obbedisce alla voce del Pastore. Ecco, potremmo ben dire che noi dobbiamo essere come quel guardiano. La Chiesa è la portinaia della casa del Signore, non la padrona!”.

Dopodomani, venerdì, ricorre la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia. “E’ un dovere di tutti – ha chiosato il Papa a conclusione dell’udienza generale in piazza San Pietro – proteggere i bambini e anteporre ad ogni altro criterio il loro bene, affinché non siano mai sottoposti a forme di servitù e a maltrattamenti e anche a forme si dfruttamento. Auspico – ha detto ancora Francesco – che la Comunità internazionale possa vigilare attentamente sulle condizioni di vita dei fanciulli, specialmente là dove sono esposti al reclutamento da parte dei gruppi armati; come pure possa aiutare le famiglie a garantire ad ogni bambino e bambina il diritto alla scuola e all’educazione”.

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