MINACCE AL PAPA, BERGOGLIO CONFERMA IL VIAGGIO IN AFRICA Il Segretario di Stato, Parolin: Sappiamo che ci sono pericoli ma la preparazione in vista del Giubileo continua

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A tre giorni dai fatti di Parigi e a meno di dieci dal programmato viaggio in Africa, che toccherà Kenya, Uganda e Centrafrica, il Paese più a rischio e che Bergoglio ha scelto per aprire il Giubileo, arrivano le parole di Padre Lombardi: “Papa Francesco vuole parlare della misericordia e dell’amore di Dio anche ai popoli africani e a quelli più provati. Per questo è nata l’idea di cominciare il Giubileo in Africa oltre che a Roma. E’ un anticipo per un continente che ha estremamente bisogno. Sono confermate tutte le tappe del viaggio in Africa”. “Il viaggio in Africa – ricorda padre Lombardi – è stato fortemente voluto dal Papa per andare a testimoniare, in un continente molto amato dalla Chiesa ma che vive problemi, conflitti, odio e violenza, l’amore di Dio e il suo messaggio”.

Proprio nella martoriata capitale del Centrafrica, Bangui, il Papa vuole dunque aprire il 29 novembre la prima Porta Santa anticipando così il Giubileo in Africa, che nel resto del mondo, compresa la Città del Vaticano, prenderà il via l’8 dicembre. In Vaticano comunque non manca il realismo e fin dall’inizio della programmazione di questo viaggio, il primo nel continente africano, la tappa del Centrafrica è stata messa per ultima (così sarebbe possibile cambiare i piani anche all’ultimo momento senza cancellare l’intero viaggio). Se i fatti di Parigi oggi rendono più pesante l’allarme terrorismo ovunque, il Paese in questione comunque è da tempo piagato da una feroce guerra civile e lo stesso Papa, nell’Angelus del 1/o novembre, parlando della tappa di Bangui aveva usato il verbo “spero”.

Il Vaticano conferma anche il Giubileo e con Parolin rilancia, appellandosi direttamente al mondo islamico: “Misericordioso? – ha detto il Segretario di Stato riferendosi proprio al Giubileo della Misericordia – è anche il nome piu’ bello di Dio per i musulmani, che possono essere coinvolti in questo Anno Santo, come il Papa ha voluto”. Certo, “è normale”, sono ancora parole di Parolin, che venga rafforzata la sicurezza. “Oggi ci sentiamo tutti minacciati, quindi è logico che anche per quanto riguarda il Vaticano, soprattutto in vista di questo appuntamento che vedra’ convergere a Roma un certo numero di persone, ci sarà una maggiore attenzione” ha detto Parolin. “Sappiamo che ci sono queste minacce ma la preparazione in vista del Giubileo continua. Non ci sono decisioni che interrompono lo svolgimento” dell’Anno Santo. “Anche grazie al rafforzamento delle misure di sicurezza si spera che vada tutto bene”. E poi il ‘numero due’ del Vaticano conferma che per combattere il terrorismo si possono anche usare le armi.

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