L’INSEGNANTE E’ SEVERA: GENITORI LA MINACCIANO, LEI SI RITIRA

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Non ce la fa a tornare a scuola; si è messa in aspettativa fino alla fine del proprio incarico, per non subire ulteriori aggressioni dopo che i genitori di una classe l’hanno spintonata e minacciata accusandola di essere troppo severa con i figli. Accade a Torino, nella scuola elementare di corso Toscana, nella periferia della città. La protagonista è la supplente della quarta B. Una maestra accusata dai genitori, e da una agguerrita rappresentante di classe, di “maltrattare” i bambini “dal punto di vista psicologico”. Cosa avrebbe fatto l’insegnante agli scolari non è stato chiarito del tutto. Anche perché, dopo l’aggressione, i giornalisti che si erano avvicinati alle madri e ai padri per raccogliere informazioni sulla vicenda, si son dovuti allontanare su richiesta della folla, che non ha gradito l’arrivo della stampa.

Di certo si sa che nel pomeriggio dell’undici novembre, l’insegnante, all’uscita da scuola, è stata accerchiata da un gruppo di genitori, che l’hanno insultata e spintonata con l’accusa di avere fatto piangere alcuni allievi. Un uomo ha cercato di picchiare la donna ma è stato fermato dalla polizia. La supplente era stata costretta a rifugiarsi nell’istituto, fino a quando i genitori non si sono calmati. Solo allora è intervenuta la preside. Dopo una lunga discussione, l’insegnante ha deciso di non sporgere denuncia e si è fatta visitare in ospedale. Resterà in malattia fino alla fine della durata prevista del suo incarico, ovvero sino a Natale.

La preside dell’istituto ha difeso la professoressa, descrivendola come competente ed esperta. La severità sarebbe stata necessaria nel gestire una quarta difficile, con bambini “vivaci” e spesso poco attenti. “Sono schifata ma non stupita – racconta un’insegnante che lavora nello stesso quartiere e che affronta casi simili –, l’utenza sta peggiorando. Oggi non si investe più sull’educazione. Il rispetto è un valore dimenticato. Siamo i primi a insegnare ai bambini a non alzare le mani. Ma per questi genitori tutto è dovuto. La scuola non è più un valore ma un luogo di parcheggio. E la loro aggressività non è dovuta soltanto all’ignoranza e alla cafonaggine, ma a un senso di inadeguatezza e di insicurezza. Sono immaturi anche a quarant’anni”.

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