G20, JUNCKER LODA L’OPERATO ITALIANO: “ECCEZIONALE LAVORO PER LE RIFORME” Da Antalya il premier Matteo Renzi ha sottolineato a sua volta come ci sia stato un “riconoscimento per alcuni traguardi raggiunti dal nostro Paese, che è stato più volte citato”

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Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha portato l’Italia ad esempio per le riforme compiute. Intervenendo al G20, conclusosi ieri ad Antalya in Turchia dopo due giorni di lavori, ha “parlato dell’eccezionale lavoro per le riforme strutturali fatto da Renzi, specificatamente nel campo del lavoro”. Lo riferiscono fonti europee. Il 9 novembre scorso anche l’Ocse aveva promosso il Job Act. Nel suo report “Economic outlook”, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico aveva evidenziato come la riforma e gli sgravi per le assunzioni stessero “trainando la svolta del mercato del lavoro” in Italia portando “a un rilevante aumento dei nuovi contratti a tempo indeterminato e ampliando le reti di sicurezza sociale, rendendo la crescita più inclusiva”. “Il tasso di disoccupazione – concludeva il report – calerà dal 12,3% di quest’anno all’11,7% nel 2016 e 11% nel 2017”. L’Ocse, inoltre, suggeriva di “spostare in modo permanente la pressione fiscale dal lavoro al consumo e alla proprietà immobiliare, e aumentare le tasse ambientali” così da rafforzare “le fondamenta di una crescita più forte, più verde e più inclusiva”.

Da Antalya il premier Matteo Renzi ha sottolineato a sua volta come dal G20 ci sia stato un “riconoscimento per alcuni traguardi raggiunti dal nostro Paese, che è stato più volte citato”, sottolineando inoltre la “grande attenzione” registrata nel vertice “a molte sfide che riguardano l’Italia”, dalla necessità di “investire in crescita e infrastrutture” alla “lotta alla disoccupazione”. “Abbiamo mandato un messaggio di unità con tutte le forze politiche. Di fronte al terrorismo è bene che le polemiche interne tra i partiti si abbassino di un tono” ha detto il premier. L’Italia, ha proseguito, “è un grande Paese, ha sconfitto il terrorismo interno negli anni ‘70 e ‘80 e le stragi di mafia. Ha la forza per poter affrontare questa fase che stiamo vivendo”. “Il Paese unito e compatto assieme agli altri partner europei sarà in grado di vincere” il terrorismo, un “tema che ci porteremo nei prossimi mesi e forse anni” ha spiegato Renzi. “È un momento delicato – ha concluso il premier italiano – in cui serve buon senso ed equilibrio”.

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