RAMALLAH, SCONTRI PER LA DEMOLIZIONE DELLA CASA DI UN ATTENTATORE: ALMENO 3 MORTI Secondo un portavoce militare, la casa rasa al suolo apparteneva a Muhammad Abu Shaheen, che a giugno uccise con dei colpi di pistola l'israeliano Dany Gonen mentre si trovava in auto per fare una escursione in Cisgiordania

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Non si fermano gli scontri tra ebrei e palestinesi in Cisgiordania. L’esercito israeliano ha ucciso almeno 3 uomini che hanno aperto il fuoco mentre le truppe avanzano con i bulldozer per demolire la casa di un miliziano responsabile di un attentato lo scorso giugno. Lo ha reso noto l’esercito israeliano. Teatro degli scontri il villaggio di Qalandia, vicino a Ramallah, situato nel centro della Cisgiordania sui monti della Giudea a circa 18 km a nord di Gerusalemme.

Secondo il portavoce militare, la casa rasa al suolo apparteneva a Muhammad Abu Shaheen, che a giugno uccise con dei colpi di pistola l’israeliano Dany Gonen mentre si trovava in auto per fare una escursione in Cisgiordania. Le operazioni militari sono durate oltre tre ore. Come riferito dall’agenzia Maan, almeno dieci palestinesi armati hanno aperto il fuoco contro le forze israeliane e centinaia di altri hanno cercato di impedirla con il lancio di sassi e bottiglie incendiarie in direzione dei militari, che hanno subito risposto. Il bilancio di tre vittime è stato fornito dalla radio militare. Fonti locali, però, confermano finora due morti, identificati come Laith Ashraf Manasra di 25 anni e Ahmad Abu al-‘Aish di 30, portando così a 88 il numero dei palestinesi uccisi dal primo ottobre a oggi. Le truppe israeliane, posizionate sui tetti, avrebbero anche ferito altre 34 persone.

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