UN BOATO AL 16′, LO STADE DE FRANCE TREMA La Uefa vicina al popolo francese: "Profondamente scioccata e triste per i tragici fatti di Parigi"

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E’ venerdì sera. Allo Stade de France si sta giocando l’amichevole di calcio Francia-Germania. Sugli spalti, gremiti da 80 mila tifosi, c’è anche il presidente Hollande. Al 16′ si ode un boato. Si pensa ad un petardo, o a un mal funzionamento dell’impianto audio dello stadio. I calciatori si fermano per pochi istanti, ma il gioco riprende poco dopo. Le esplosioni avvengono all’esterno del terreno di gioco: la prima alle 21.20, la seconda dopo dieci minuti, la terza alle 21.53.

Gli attacchi sono stati concentrati nei pressi di alcuni locali di ristorazione non lontani dai cancelli d’ingresso dello stadio, provocando sei morti tra i quali tre terroristi. A far tremare lo Stade de France sono i kamikaze. Scattano le operazioni delle misure di sicurezza: le porte dell’impianto sono bloccate dalle forze dell’ordine per impedire che altri jihadisti entrino allo stadio, dove sino alle 02:00 nessuno è potuto uscire. Una situazione che ha ricordato ciò che accadde all’Heysel, durante la finale di Coppa dei campioni tra Juventus e Liverpool nel 1985. Ma a Parigi la situazione è del tutto differente. La partita termina 2-0 per la Francia.

Lo stadio più grande di Francia, l’impianto polifunzionale, dove Euro 2016 vuole celebrare la sua finale, si è trasformato nel palcoscenico del panico. Migliaia di spettatori terrorizzati, a partita finita sono entrati in campo senza sapere cosa fare. Le autorità francesi, tra l’incertezza e il timore di scatenare il panico tra le migliaia di spettatori, decidono di non diffondere notizie e di lasciar giocare. Ma il presidente Hollande viene evacuato dalle forze di sicurezza, mentre le uscite dello stadio sono sigillate per impedire attacchi dell’esterno. Dopo la terza esplosione dai gradoni i tifosi urlano: “E’ un attacco, è un attacco”. I giocatori di Francia e Germania sono stati informati solo a fine partita degli attentati nelle vie di Parigi: “Non sapevano nulla mentre giocavano -dice il presidente della Federcalcio francese Noel Le Graet -, sono sceso io negli spogliatoi a raccontare tutto”.

E’ notte fonda quando ai tifosi viene permesso di lasciare lo stadio. L’evacuazione avviene sotto stretta sorveglianza della polizia. Mentre si lasciano alle spalle il teatro dei kamikaze, francesi e tedeschi si abbracciano e cantano insieme l’inno francese, La Marsigliese. In mattinata, la Federazione Calcisitca Europea condanna gli attacchi terroristici avvenuti durante la partita: “L’Uefa è profondamente scioccata e triste per i tragici fatti occorsi a Parigi. La Confederazione esprime il suo supporto e la solidarietà alla Francia e alle persone colpite da questi atti orribili”. Solidarietà giunge anche da parte del Coni: il presidente Malagò ha invitato tutte le federazioni sportive nazionali ad osservare un minuto di silenzio in tutte le manifestazioni che si svolgono in Italia in questo fine settimana.

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