L’AMICHEVOLE BELGIO-ITALIA NEL RICORDO DI HEYSEL Nainggolan: "Possiamo vincere, crediamo al titolo europeo. Gli Azzurri tosti ma non da podio"

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Il calcio si ferma, in memoria delle vittime dell’Heysel: al minuto 39′ di Belgio-Italia le due squadre hanno rallentato il gioco fino a fermarlo per trenta secondi, mentre sul maxischermo dello stadio “Re Baldovino” scorrevano i nomi dei 39 tifosi morti nella tragedia di 30 anni fa. Dagli splati, i tifosi applaudono senza sosta. Anche i giocatori si sono uniti all’applauso. All’inizio della partita sugli gradoni occupati dagli italiani è comparso uno striscione con scritto: “Heysel 29-5-85: nessuna persona è morta finchè vive nel cuore di chi resta”. Tra i tifosi della curva belga è comparso invece un manifesto con scritto: “29-5-85 non abbiamo dimenticato”.

In campo Conte parte con Buffon, Darmian, Bonucci, Chiellini, De Sciglio, Candreva, Marchisio, Parolo, Florenzi, Pellè, Eder. Il Belgio schiera Mignolet, Cavanda, Alderweireld, Lombaerts, Vertonghen, Witsel, Nainggolan, De Bruyne, Hazard, Carrasco e Lukaku. Le due formazioni si abbracciano a centrocampo, tenendo per mano un grande striscione nero con su scritto in inglese: “Non dimenticheremo mai”. “E’ stata la pagina più nera della mia carriera, una delle più nere dello sport. Mai più deve accadere una cosa del genere”, dice commosso Giovanni Trapattoni, commentatore Rai a Bruxelles per l’amichevole Belgio-Italia, che 30 anni fa da allenatore della Juventus visse in prima persona la tragedia dell’Heysel nella finale di Coppa dei Campioni 1995 contro il Liverpool.

“Non è importante essere primi, ma essere consapevoli delle nostre qualità, di giocare in una squadra forte, convinti che con questa generazione si potrà vincere. Senza guardare i nomi di chi è in squadra – commenta Radja Nainggolancentrocampista del Belgio leader del ranking Fifa -. Crediamo nella possibilità di vincere gli Europei, Germania e Spagna restano le favorite, ma sono convinto che anche noi potremo dire la nostra. L’Italia? È un’avversaria tosta: tatticamente non sbaglia mai niente, è molto preparata e può mettere in difficoltà chiunque, ma non la vedo come una squadra vincente”. Dal giocatore belga di sangue indonesiano, infine, una battuta anche sull’importanza delle Nazionali: “Rappresentare il proprio Paese è importante. Qui ci sono tanti stranieri, è vero, ma io sono nato e cresciuto in Belgio: mi sento belga al 100%, ho fatto la trafila nelle giovanili e per me è sempre stato un motivo d’orgoglio”.

Nel primo tempo gli azzurri gettano subito in rete la palla grazie a Candreva, ma la nazionale belga dopo poce giocate raggiunge il pareggio. Nel secondo tempo il match è dominato dalla squadra di casa, che nel giro di dieci minuti riesce a segnare altri due gol, vincendo questa finale.

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