FIRENZE, NIENTE ARTE SACRA AI BAMBINI. “PUO’ URTARE I NON CATTOLICI” In una scuola elementare è stata annullata la visita a una mostra con soggetti religiosi. Insorge Fdi

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“Tutto qui spira grandezza, gusto, umanità, purezza, e bellezza, nel più alto grado”, scriveva  Klemens von Metternich, parlando di Firenze. Un vero e proprio museo a cielo aperto, cuore pulsante dell’arte rinascimentale italiana. Dinanzi a tanta bellezza si rimane estasiati. Anche Papa Francesco ha provato le stesse emozioni nell’ammirare la cupola rinascimentale del Brunnelleschi affrescata da Vasari, tanto da restarne a bocca aperta. Le opere d’arte che sono custodite nelle cattedrali e nei musei di tutto il mondo sono oggetto di studio fin dalle scuole elementari; conoscerle significa comprendere la propria identità. Ma alcune volte è meglio ignorarle, nel senso latino del termine, cioè non sapere, piuttosto che rischiare di “turbare la sensibilità di famiglie non cattoliche”.

È risaputo che la maggior parte dei soggetti rappresentati nelle tele e nelle statue sia religioso. Ma finora ciò non ha mai dato fastidio a chi non è cristiano. Il Duomo di Firenze, così come San Pietro, ogni giorno sono visitate da migliaia di persone, anche da non credenti. Non è certo la croce sopra il baldacchino del Bernini a impedire a un musulmano di entrare nella basilica vaticana per ammirare la “Pietà” di Michelangelo. Eppure, gli insegnanti della scuola elementare “G. Matteotti” di Firenze, non sono dello stesso parere, e durante il consiglio di classe hanno deciso di annullare, per tutte le terze del circolo, la visita già programmata alla mostra “Bellezza Divina” in corso a Palazzo Strozzi. Il motivo? “Venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche visto il tema religioso della mostra”.

Queste due righe, prese dal verbale della riunione redatto da un rappresentante di classe e distribuito a tutti i genitori, hanno letteralmente scioccato la stragrande maggioranza di padri e madri. “È pazzesco – scrive un papà –. Noi stiamo a Firenze! Vedremo quindi negate ai nostri bambini le gite in Santa Croce, in Duomo e agli Uffizi perché ci sono figure sacre? Questi ragazzi cresceranno senza poter studiare Dante Alighieri e la Divina Commedia? Queste sono le basi della nostra cultura, non è solo un problema religioso”.
Delle obiezioni più che legittime, presentate al preside dell’Istituto Alessandro Bussotti, che imbarazzato commenta: “L’eventuale esclusione della visita non ha motivazioni religiose e non è escluso che la mostra possa essere reinserita nei programmi didattici se non di tutte, almeno di alcune classi. Qualcuno suggerì alle insegnanti di effettuare comunque la visita, lasciando ai genitori la libertà di far partecipare o no i loro figli”. Ma il consiglio non è stato accettato.

Sulla questione è intervenuto anche Dario Nardella, che ha definito la scelta “insensata”: “Non solo perché siamo da sempre la città del dialogo interreligioso – scrive su Facebook il sindaco fiorentino – ma anche perché sarebbe un errore grossolano escludere dalle scuole la fruizione del nostro patrimonio di storia e cultura che comprende oggettivamente anche l’arte sacra, che per forza di cose da noi è arte cristiana. Senza togliere che alla mostra “bellezza divina” vi sono mirabili pitture del grande Chagall che proprio cattolico non è!”. Tra l’altro, la scorsa settimana 80 sindaci, provenienti da tutto il mondo e di tutte le religioni, si sono riuniti nel capoluogo toscano per condividere il concetto di libertà religiosa, che non si garantisce cancellando i simboli e vietando le fedi, ma, al contrario, esaltando le differenze, facendole conoscere e convivere.

Come ha ribadito Papa Francesco, il cristianesimo è parte integrante della realtà. Non dobbiamo vergognarci della nostra cultura e della nostra tradizione. Se proprio si vuole essere coerenti con questa scelta, a Firenze, così come pure a Roma e in tutte le città d’Italia bisognerebbe uscire di casa con i paraocchi. Pensare che un bimbo di fede diversa da quella cristiana possa vedere nel crocifisso di Cimabue un qualcosa di sbagliato, quando questo è una delle più alte espressioni dell’arte medioevale, è uno schiaffo all’identità culturale dell’Europa. Se è vero che la bellezza salverà il mondo, di questo passo saranno in pochi a salvarsi.

A portare i quadri a scuola ci pensa Fratelli d’Italia, che questa mattina ha effettuato un blitz davanti alla scuola elementare Matteotti. Una copia di “La Pietà” di Van Gogh, “Il bacio di Giuda” di Montanari, “L’ultima cena” di Spencer, “La crocifissione bianca” di Chagall (quella che Papa Francesco ha definito una delle sue opere preferite) riprodotte su cartone ed esposte all’uscita dei bambini dal plesso didattico di viale Morgagni, per consentire loro di vederle.

“Abbiamo scelto di mettere in atto una manifestazione simbolica – ha detto il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli – contro la stupidità di negare ai bambini l’occasione di visitare una così alta espressione d’arte. Nella storia solo i peggiori totalitarismi hanno provato a censurare l’arte. Oggi lo sdegno è unanime per l’orrore dei templi distrutti dall’Isis, ma da noi il fervore ideologico di alcuni insegnanti e genitori rischia di far perdere loro la lucidità: a far chiarezza su come sia potuta accadere questa vicenda saranno gli ispettori del Ministero, che ci auguriamo valutino con attenzione le attitudini di questi pseudo-educatori. Questa è la nostra civiltà e non permetteremo a nessuno di cancellarla”.

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