IL PREZZO DELL’ABBANDONO

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Sconcerto e dolore sono i primi sentimenti su una strage senza precedenti. Questi attacchi simultanei in una notte di terrore a Parigi segneranno per sempre il sentimento di intolleranza e rifiuto verso coloro che provengono dai Paesi del terrorismo. Quel grido diventato follia, di “Allah è grande”, mentre venivano uccise persone innocenti ci ha mostrato l’assoluta incapacità dei sistemi di intelligence francese e di tutta l’Europa a prevenire gli attentati terroristici. Purtroppo bisogna convivere con questa terribile realtà: la guerra innescata dal terrorismo riguarda ormai tutti i Paesi occidentali. Anche la nostra Nazione si trova nel mirino di questi criminali senza scrupoli e proprio per questo le nostre istituzioni, a partire da quelle politiche, invece di litigare e battibeccare dovrebbero impegnarsi maggiormente investendo il più possibile per garantire la sicurezza ai propri cittadini.

Questa è ormai la priorità assoluta di cui la gente sente il bisogno. Davanti a queste stragi qualsiasi altro problema individuale o sociale deve inchinarsi fermandosi nel silenzio e nella preghiera per quelle che sono le vittime di un sistema corrotto e sporco, in cui nessuno ha più le mani pulite. Manca la verità dei governanti, che oltre a piangere sui propri figli poi non sanno con determinazione lavorare per difendere il proprio Paese e soprattutto non si attivano con determinazione per ricostruire quella pace ormai cosi tanto minacciata.

Il terrorismo che avanza è un presagio di altre sciagure che vorremmo tanto potessero essere evitate. Ora è il momento del pianto, ma ricordiamoci che anche in Italia è ormai alle porte il Giubileo, un evento che vedrà migliaia di persone radunarsi. La “lotta santa” questa volta dovrà consistere in sforzi di dialogo con quei Paesi, dalla Libia all’Egitto, abbandonati a se stessi e diventati covi dell’integralismo più sanguinario. Di questo si devono occupare i nostri governanti per non ritrovarci ancora una volta sgomenti e scioccati dopo nuove stragi.

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3 COMMENTS

  1. Condivido le sue riflessioni, ma le mie domande sono queste:
    1) quando dice che i nostri governanti divrebbero impegnarsi di più per la sicurezza, cosa propone operativamente e concretamente?
    2) non credo che lo “svuotamento” dell’Africa attraverso questi flussi immagratori stiano in realtà lasciando vuoti questi paesi che così facendo rimarrebbero popolati solo da terroristi? durante i grandi conflitti in Italia chi ha combattuto per la libertà? se tutti gli italiani se ne fossero andati via non sarebbero rimasti
    solo i tedeschi? inoltre con influssi migratori stanno arrivando ANCHE terroristi, così come dichiarato dal califfato stesso.

  2. La realtà è molto complessa e ci vuole tempo, profondità riflessiva, costante ascolto e confronto per meglio orientarsi in essa e non restare smarriti.
    Credo sia importante capire le cause che generano tanto odio:
    1-la tragedia della fame: ancora una volta è stata stanziata una miseria dai pesi UE per quelli del 3° mondo.
    2- le guerre che hanno cause originanti in occidente: pensiamo a quella del Congo per l’accaparramento dell’Est di quella nazione, perché lì ci sono diamanti, coltan per costruire cellulari, computer e c’è una zona speciale quella dei grandi laghi (acqua!!! Oro blu)…quindi c’è tutto… chi c’è dietro a tutto ciò…? Quali nazioni???? Chi cerca, trova!
    3- Armi sofisticatissime e micidiali che vengono esportate dovunque anche ai terroristi. In Italia, il 2% del PIL in armi? Quanto spendiamo senza saperlo? Facciamo i calcoli!
    4- Guerra Israele- Palestina: non ho capito ancora cosa significhi 2 popoli e 2 stati, quando la terra dello “Stato palestinese” è diventata quasi inesistente. Risolviamo quella guerra profonda quanto le profondità depresse del mar Morto e la pace autentica si farà strada da sé!!! Dove sono le cause? Chi sono i veri responsabili? Di quanti Km sono i muri in ‘Israele’ e quanto sono alti?
    4- altro—- da ‘scovare’ dalla complessità…
    C’è bisogno di tanta saggezza, concertazione—oltre i disastri della finanza internazionale che vengono fatti pagare ingiustamente ai cittadini che non hanno commesso tali imbrogli e latrocini.
    Occorre unione di menti, di cuori per neutralizzare ciò che oggi sembra irreparabile: un terrorismo assurdo e brutale.
    Occorre essere costanti e dare segnali concreti dal basso: sensibilizzare, dare informazioni oneste e necessarie per cambiare il corso delle cose —non subito–è impossibile, ma nel tempo—-
    Occorre denunciare il male e impegnarsi in prima persona con segni concreti nella società: volontariato.
    Occorre coltivare grandi Sogni con piccoli semi, piccoli segni, piccole azioni quotidiane.
    Occorre istruirsi.. capire: le concause e le menti perverse che stanno dietro a tutto ciò—
    Occorre superare barriere e razzismi: il rischi in questa triste vicenda è quello che ci si chiuda ancora di più a persone che scappano realmente dalle ingiustizie e dai paesi in fiamme!
    Occorre formarsi a una vera idea di pace-nonviolenza-verità—quanta politica nazionale e internazionale si fonda sui principi VERITA’-GIUSTIZIA-AMORE-LIBERTA’ (cfr. Pacem in terris)?
    Quanto profitto invece si mescola a proclami vasti e diffusi di molti politici spesso corrotti e interessati al solo potere?
    Si salva ancora q.no? Certamente! Occorre trovarlo, ma esiste! Occorre incrociarsi con questi ultimi… onesti… ognuno però la sua parte, oltre ogni manipolazione.
    Occorre pregare, pregare, pregare incessantemente- per chi crede- appartenente a qualsiasi fede religiosa—-perché il disarmo dei cuori è assolutamente necessario!!!
    Questo è quello che vedo possibile dalla mia prospettiva….fermo restando, come dicevo prima, la complessità delle situazioni della nostra epoca “liquida” di senso e di senno.
    NON SI ‘SPENGA SPERANZA’!

  3. Grazie per questo commento così rispettoso e articolato. C’è veramente bisogno di un confronto serio e approfondito su questi argomenti così drammatici del nostro tempo. Che possiamo tutti metterci sinceramente in ricerca per capire dove stare davanti a questi eventi e agire nella maniera più giusta per tutti.

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