STUDENTI IN PIAZZA, SCONTRI E ARRESTI A MILANO E NAPOLI

333
scontri scuola

Alta tensione a Napoli, Milano, Roma e Torino tra studenti e forze dell’ordine in occasione della manifestazione contro la riforma dell’istruzione varata dal governo. “No alla distruzione della scuola pubblica” è stato il motto scelto dal corteo di “settemila persone” che si è snodato nella Capitale portando alunni e professori sotto Montecitorio. Tra i cartelli e gli striscioni esposti davanti al Miur “No all’applicazione della legge 107, al preside-padrone che valuta assume e licenzia”, “Quota 96 scuol’ancora ai lavori forzati ed i precari disoccupati”, “Pensionare i prof? Solo a 100 anni se scompagnati dai genitori”.

Scontri a Napoli con le forze dell’ordine costrette a diverse cariche di alleggerimento quando gli studenti hanno deviato verso piazza Trieste e Trento per raggiungere la sede di Confindustria. Due giovani e quattro poliziotti sono rimasti feriti e due ragazzi, dopo essere stati condotti in Questura, sono stati sottoposti a fermo. Un altro è stato accompagnato all’ospedale Vecchio Pellegrini dove è stato sottoposto alle cure mediche. A Milano, intorno alle 11.40, gli agenti sono stati costretti a intervenire in via Pola colpendo, fra gli altri, un professore di 50 anni e una diciottenne. Entrambi hanno riportato un taglio alla testa. “Sono stato colpito da una manganellata della polizia – ha raccontato all’Ansa il docente che lavora in un istituto professionale milanese -, ero a volto scoperto”. La ferita non sarebbe grave e per ora è stata tamponata con un sacchetto col ghiaccio. Lo stesso vale per la studentessa. Entrambi sono stati medicati sul posto. Situazione più tranquilla a Torino con alcune centinaia di studenti in piazza. Durante la manifestazione sono stati accesi fumogeni e imbrattato alcuni palazzi.

Sempre per oggi Cobas e Anief hanno indetto uno sciopero generale, denunciando “le incostituzionalità della buona scuola, i tagli dell’ultima legge di stabilità e le risorse irrisorie per il rinnovo contrattuale previste nel nuovo disegno di legge di stabilità 2015”. “Troppi tagli – si legge in una nota – alle supplenze brevi, nessuna risposta alla Corte europea, alcuna stabilizzazione per il personale docente, ata, educatore e dirigente, trasferimenti al buio, nessun rimborso per l’indennità di vacanza contrattuale, ancora disparità tra precari, neo-assunti e immessi in ruolo, il fondo discrezionale del merito, la chiamata diretta, il diritto allo sciopero sono alcuni dei punti contestati che vedranno in piazza anche Cobas e Unicobas”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS