WENGER COME ZEMAN: “HO AFFRONTATO SQUADRE CON GIOCATORI DOPATI” Il tecnico dell'Arsenal su L'Equipe: "Mai pensato di alterare le prestazioni dei miei calciatori. Ma molti non la pensano così"

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Di doping nel calcio parlò Zdenek Zeman nell’estate del 1998. Il boemo denunciò, facendo i nomi di giocatori e società, un sempre maggiore ricorso a farmaci in grado di aumentare le prestazioni dei giocatori. “Il calcio deve uscire dalle farmacie” disse l’allora allenatore della Roma. Frasi che scossero lo sport italiano dando al pm Raffaele Guariniello l’assist per l’apertura di un’indagine che poi si trasformò in un processo allo staff sanitario e dirigenziale della Juventus. Oggi a parlare del fenomeno è un altro profeta del bel calcio, “Arsene Wenger”, tecnico dell’Arsenal. “Cerco sempre di restare fedele ai miei principi e di trasmetterli ai giocatori che alleno – ha detto al giornale francese L’Equpie Sport and Style -. Sono nel calcio da decenni e non ho mai chiesto ai miei calciatori di fare un’iniezione per migliorare illecitamente le prestazioni. Ma non tutti si comportano in questo modo”.

Il mister dei “Gunners” ha raccontato di essere “sicuro che nel corso degli anni l’Arsenal abbia affrontato molte squadre che sul tema hanno una diversa opinione”. Secondo Wenger la bellezza dello sport “risiede nel fatto che tutti vogliono vincere ma alla fine è soltanto uno che riesce a farlo. Ma viviamo in un periodo nel quale si glorifica il vincitore senza considerare i mezzi che ha usato per raggiungere quel risultato. E dopo qualche tempo ci rendiamo conto che quello che ci sembrava un eroe, in realtà è un bugiardo. E in quel lasso di tempo, il secondo soffre perché non vede riconosciuti i meriti che gli spetterebbero”. Le parole dell’allenatore francese hanno fatto drizzare le antenne alla federcalcio inglese, determinata a convocarlo per avere maggiori delucidazioni.

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