CASO DE LUCA: LA CASSAZIONE APRE UN’INDAGINE SULLA SCOGNAMIGLIO Il Csm sta vagliando le carte della Procura di Roma. Il fascicolo sul magistrato napoletano finisce anche al collegio dei probiviri dell'Anm

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Il procuratore generale della Cassazione ha avviato accertamenti preliminari su Anna Scognamiglio, il giudice di Napoli finito sotto inchiesta da parte della Procura di Roma nell’ambito de caso De Luca. Il magistrato del Tribunale di Napoli (già spostato in altra sezione) potrebbe, fra l’altro, essere trasferito dal Csm.

Nella riunione di questa mattina, la Prima Commissione ha deciso di chiedere al Comitato di Presidenza l’apertura di una pratica sul giudice Scognamiglio, proprio come sollecitato già mercoledì dal laico di Forza Italia, Pierantonio Zanettin. Dopo l’avvio formale del fascicolo, la Commissione inzierà la sua istruttoria, che avrà come primo atto la richiesta di ulteriori documenti al presidente del tribunale di Napoli, Ettore Ferrara, e al capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone.

“Ricevuti questi atti – spiega il presidente della Commissione, Renato Balduzzi – avremo la possibilità di avviare la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità e di comunicare le contestazioni all’interessata”. Allo Stato, infatti, palazzo dei Marescialli ha ricevuto un’esigua documentazione sull’inchiesta sul caso De Luca: non ci sono, ad esempio, le intercettazioni pubblicate oggi dalla stampa, ma atti antecedenti a queste conversazioni intercettate, tuttora coperti da segreto e che vengono definiti “poveri”.

Anche l’Anm si occuperà della Scognamiglio. Il Collegio dei Probiviri ha chiesto al Csm ed al Procuratore di Roma gli atti che la riguardano. Il giudice indagato è iscritta all’Associazione nazionale magistrati e la documentazione richiesta al Csm e al procuratore di Roma riguarda “gli atti ostensibili concernenti i comportamenti oggetto di recenti notizie stampa del giudice Anna Scognamiglio”.

L’inchiesta della della procura di Roma che coinvolge il presidente della Regione Campania, sta andando a passi rapidi verso la definizione. Il dato certo è che comunque le posizioni del governatore e del giudice del tribunale civile di Napoli sono ritenute in qualche modo “marginali”, non al centro delle verifiche che gli inquirenti stanno facendo. I pubblici ministeri stanno cercando di capire – secondo quanto si è appreso – il ruolo dei cosiddetti “intermediari”, dei personaggi che si sarebbero spesi, forse anche per un tornaconto personale.

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