L’OPPOSIZIONE SIRIANA: “IL PIANO RUSSO E’ UNA RICETTA PER LA GUERRA CIVILE” Muhammad Sabra all'Adnkronos: "Il progetto di Mosca per la soluzione della crisi è parziale e ignora aspetti importanti"

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Il piano russo per una soluzione della crisi siriana “è parziale perché ignora i punti più importanti”, mentre le decisioni prese a Vienna il 30 ottobre sono “la ricetta per una guerra civile”. Lo ha detto Muhammad Sabra, presidente del Partito della Repubblica siriana ed ex consigliere giuridico della Coalizione delle forze della rivoluzione, oppositore di Assad. “Il progetto russo – spiega in un’intervista ad Aki-Adnkronos International – si basa sulla classificazione dei gruppi ribelli e stila una lista aggiuntiva di questi gruppi che stabilisce chi accetterà una soluzione politica e chi no e tutto questo dovrà essere sancito con una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu”. Un piano che “si concentra sui risultati dell’ultima riunione di Vienna, in particolare il principio dello Stato laico e democratico, allo scopo di limitare l’influenza di alcune importanti fazioni di orientamento islamico ma che non vengono classificate come terroriste. Su questo punto non si troverà l’unanimità internazionale”.

Inoltre, un progetto del genere “cambierà le parti in conflitto, da una parte il regime e le forze d’opposizione che accettano una soluzione politica basata su Vienna, dall’altra le fazioni che rifiutano il principio della laicità dello Stato, con un conseguente riallineamento di tutte le forze che cambierà sostanzialmente il conflitto, creando la base per una vera e propria guerra civile”. In tal senso, “tutti gli altri articoli che parlano di riforme costituzionali, elezioni, ecc. non hanno alcun senso e non potranno essere applicati a causa del punto di partenza errato, ossia fissare in anticipo quella che dovrà essere la natura dello Stato siriano”, conclude Sabra.

Stando alle informazioni trapelate, alla seconda riunione di Vienna prevista entro la fine del mese la Russia proporrà una riforma costituzione in Siria in 18 mesi per “garantire una sicurezza stabile e un giusto equilibrio di interessi, diritti e coinvolgimento di tutti i gruppi etnici e confessionali nelle strutture del potere e nelle istituzioni dello Stato”. In particolare, il piano prevede la formazione di una commissione costituzionale composta da tutte le parti della società siriana, e quindi anche l’opposizione, ma di cui il presidente Bashar al-Assad non dovrà essere il presidente. Il progetto di costituzione dovrà essere sottoposto a referendum popolare e dopo la sua approvazione saranno indette elezioni presidenziali anticipate con la formazione di un governo basato sul raggruppamento che otterrà la maggioranza dei voti e che avrà pieni poteri esecutivi. Il presidente sarà anche comandante dell’esercito e guiderà la politica estera.

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