SPAGNA, LA CORTE COSTITUZIONALE SOSPENDE LA MOZIONE PER L’INDIPENDENZA CATALANA

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Una decisione unanime quella della Corte costituzionale spagnola ha sospeso la mozione per l’indipendenza adottata dal parlamento catalano all’inizio di questa settimana. La Corte, in virtù delle nuove prerogative attribuitele dal governo spagnolo, ha anche avvertito il consiglio della Camera dei deputati, il segretario e membri del governo regionale uscente di Artur Mas che qualsiasi iniziativa tesa a ignorare il pronunciamento della massima autorità giudiziaria spagnola comporterà responsabilità penali.

Tuttavia, la decisione della Corte non accoglie tutte le richieste presentate nel ricordo del governo centrale di Madrid, che chiedeva anche la sospensioni dell’esecutivo catalano dalle sue funzioni. La Corte ha a disposizione un periodo di cinque mesi per giungere a una sentenza in merito alla questione, oppure estendere la sospensione a tempo indeterminato.

Il parlamento catalano ha invece un periodo di dieci giorni per presentare le proprie contro-argomentazioni. La Generalitat catalana, però, ha già chiarito di non essere intenzionata a cambiare i suoi piani. Il vicepresidente del governo regionale, Neus Muntè, ha chiarito che l’Esecutivo del presidente Artur Mas è deciso ad attenersi al testo della mozione approvata dal parlamento regionale, che nel suo contenuto già mette in chiaro la disobbedienza alla Corte, considerata espressione di un “altro” ordinamento costituzionale (quello spagnolo, in contrapposizione con quello dell’ipotetica futura Catalogna indipendente). “La volontà politica è quella di portare avanti la risoluzione approvata lunedì” ha osservato il vicepresidente, il quale ha sottolineato che il testo è stato approvato democraticamente dopo un dibattito parlamentare. Questo fatto, insieme ai risultati delle elezioni regionali dello scorso 27 settembre (che hanno sancito la vittoria in parlamento del fronte indipendentista Junt pel Sì, ndr), secondo Muntè, attribuisce alla dichiarazione – che segna l’inizio del processo di indipendenza – la “piena legittimità”.

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