AIRBUS CADUTO SUL SINAI: TURISTI IN FUGA DA SHARM EL SHEIK Almeno il 40% dei visitatori ha lasciato i resort. Allarme in Egitto: "80% di cancellazioni delle prenotazioni"

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Fuga di turisti da Sharm el Sheik dopo lo schianto dell’airbus russo sul Sinai nel quale, lo scorso 31 ottobre, 224 persone hanno perso la vita. E questo nonostante non sia ancora stato accertato se si sia trattato di un attentato dell’Isis. “Nella località turistica si registra circa l’80% di cancellazioni delle prenotazioni, mentre quasi la metà – almeno il 40% – dei turisti presenti ha lasciato i resort” ha comunicato la Camera del Turismo locale. I dati, se confermati, sarebbero allarmanti. Ma non stupiscono Pier Ezhaya, vice presidente di Astoi Confindustria Viaggi, che associa oltre il 90% dei tour operator. “Se sono bloccati i voli da Russia e Gran Bretagna – spiega Ezhaya – è ovvio che gli alberghi siano vuoti. Consideriamo che per la zona il mercato russo è enorme: si parla di 3 milioni di persone l’anno. Gli inglesi non sono da meno, siamo sul milione”.

Per quanto riguarda invece gli italiani, fa sapere Ezhaya, “la situazione è diversa. Senza indicazioni contrarie della Farnesina, la meta continua ad essere operativa, i voli continuano a partire e i turisti stanno trascorrendo le loro vacanze nei resort scelti. Non abbiamo avuto l’emorragia di cancellazioni che si temeva. Registriamo un calo delle prenotazioni nell’ordine del 10%-20% sia sulla scorsa settimana che sul prossimo week end”. A lanciare un appello a tornare in Egitto oggi è scesa in campo anche Claudia Cardinale, madrina d’eccezione al Festival del cinema del Cairo. “Dobbiamo lottare per fare in modo che la gente torni in Egitto, un Paese bellissimo e che adoro e spero che i turisti tornino presto”, ha detto.

E mentre Il Cairo apre alla collaborazione con gli investigatori Usa, con il presidente Sisi che assicura “trasparenza” nell’inchiesta in corso, fonti del Dipartimento di Stato Usa – citate dalla Cnn – affermano che lo schianto potrebbe essere stato provocato da un esplosivo al plastico C4 di tipo militare. A piazzarlo sull’aereo sarebbe stato un dipendente dell’aeroporto di Sharm, che avrebbe usato un detonatore programmato per entrare in azione dopo il decollo.

“Improbabile che l’ordigno sia stato portato a bordo da un passeggero”. Giunto a sorpresa a Sharm, oggi il presidente egiziano ha invitato alla cautela, rassicurando turisti e investitori. “Nulla sarà nascosto e i risultati dell’inchiesta saranno annunciati con trasparenza”, ha promesso, aggiungendo che “se ci sono degli errori lo annunceremo”.

Sisi ha poi lanciato un appello agli egiziani ad “unirsi nei momenti difficili”, e rivolgendosi ai turisti li ha rassicurati: “L’Egitto è stabile e sicuro e si farà di tutto per proteggervi. Siete i benvenuti da noi”. In mattinata, ai microfoni della Cnn, il capo della diplomazia egiziana Sameh Shoukry aveva annunciato che il suo Paese ha accettato la richiesta degli investigatori Usa di partecipare alle indagini. L’ok del Cairo significa che gli investigatori potranno avere accesso ai rottami dell’aereo e ai motori e ciò potrebbe segnare un significativo sviluppo nelle indagini.

Dopo le recenti tragedie aeree, intanto, si rafforzano le procedure di controllo. I voli civili, d’ora in poi, verranno tracciati dai satelliti e non più solo dai radar a terra: l’accordo che è stato raggiunto a una riunione dell’Onu a Ginevra cambierà radicalmente il monitoraggio dell’aviazione civile dopo la tuttora irrisolta sparizione del volo della Malaysia Airlines dello scorso anno.

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