KANSAS, CONDANNATO A MORTE IL KILLER DEI CENTRI EBRAICI Frazier Glenn Cross era già noto per aver fondato i Carolina Knights del Ku Klux Klan di cui era stato "gran dragone"

371

Frazier Glenn Cross, 73 anni, ex leader del Ku Klux Klan, è stato condannato a morte per aver ucciso tre persone in due centri ebraici in Kansas, negli Stati Uniti, nell’aprile 2014. L’assassino aprì il fuoco all’esterno del Jewish Community Center nell’area metropolitana di Kansas City, a Overland Park, uccidendo il dottor William Corporon, 69 anni, e il nipote Reat Underwood, di 14 anni, andati al “Lewis and Shirley White Theatre” all’interno del centro perché il ragazzo doveva sostenere un provino per il concorso canoro “Kc (Kansas City) Superstar”.

Pochi minuti dopo, l’aggressore uccise una donna, Terri La Manno, in un centro per anziani; alle vittime chiedeva se fossero di religione ebraica, ma erano tutte di fede cristiana. L’uomo gridò “Heil Hitler” al momento dell’arresto e anche una volta seduto nella volante della polizia, come testimoniato da un video girato dalla Kmbc, una tv locale. Le aggressioni furono compiute alla vigilia della Pasqua ebraica.

Cross, conosciuto anche come Glenn Miller, era già noto per aver fondato i Carolina Knights del Ku Klux Klan, di cui era stato “gran dragone”. In un’intervista radiofonica del 2010 aveva dichiarato che, tra ebrei e afroamericani, odiava di più i primi: “Gli ebrei. Mille volte di più. In confronto al problema che abbiamo con gli ebrei, tutti gli altri problemi sono solo distrazioni”. Alla richiesta di spiegazioni, aveva detto che gli ebrei controllano il governo federale, i mass media e la Federal Reserve: “Con tutti questi poteri, stanno commettendo un genocidio contro la razza bianca” aveva detto. Nella stessa intervista, aveva poi aggiunto di avere “molto rispetto per i musulmani” e definito Adolf Hitler “il più grande uomo che abbia messo piede sulla terra”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS