LIBIA, SCONTRI NELL’EST DEL PAESE: MORTI ALMENO 13 SOLDATI Il portavoce dell'esercito Miloud al Zawi alla Lana, l’agenzia ufficiale del governo di Tobruk, ha dichiarato che in maggioranza sono morti a causa delle mine piazzate dai terroristi

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Almeno 13 soldati dell’esercito libico sono stati uccisi in attacchi “terroristici” nell’Est della Libia. “In maggioranza sono morti a causa delle mine piazzate da organizzazioni terroristiche”, ha dichiarato il portavoce dell’esercito Miloud al Zawi alla Lana, l’agenzia ufficiale del governo di Tobruk, l’unico riconosciuto a livello internazionale. Secondo l’agenzia, i militari sono rimasti uccisi in diverse aree di conflitto attorno a Bengasi. Zawi ha comunque insistito che le sue forze nella regione hanno “fatto dei progressi e ottenuto grandi vittorie”. Secondo il portavoce, i soldati sono anche riusciti a prendere il controllo di una base militare. “I combattimenti stanno continuando e non si concluderanno fino a quando le zone controllate dai gruppi terroristici non saranno liberate”, ha commentato ancora Zawi, senza fornire indicazioni sulle aree e i gruppi in questione ma che dovrebbero trattarsi delle forze rivali islamiste “Majlis al Shura” e “Zwara Bengasi”.

La notizia della conquista è stata confermata anche dal portavoce delle forze alleate in Tobruk, Naser Hasi, che ha dichiarato: “Le nostre forze sono riuscite a prendere il controllo della base aerea di Sidi Fredj e a progredire verso la fabbrica di cemento, grazie all’azione dei nostri combattenti”. Oltre ai 13 militari rimasti uccisi, vi sarebbero altri 3 morti le cui cause di decesso restano ancora poco chiare e diversi feriti. Tra le vittime all’interno delle fila del generale Hafter Khalifa, capo delle forze armate fedeli a Tobruk, vi sarebbe anche Ismail Mahdoa, alto comandante del “Battaglione 17”. Intanto da Mosca Putin ha ventilato l’ipotesi di un intervento russo in Libia e in Yemen al fine di “proteggere i cittadini russi” ivi residenti.

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