AEREO CADUTO SUL SINAI: L’EGITTO CONSENTE LE INDAGINI AGLI INVESTIGATORI USA Secondo la Cnn, per abbattere il velivolo sarebbe stato usato dell'esplosivo al plastico C4 di tipo militare

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Svolta diplomatica in Egitto. Il Paese nordafricano ha infatti accolto la richiesta degli investigatori Usa di partecipare alle indagini sullo schianto dell’aereo russo avvenuto nel Sinai egiziano il 31 ottobre scorso che procurò la morte a 227 persone, tra cui 27 bambini. È quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, alla l’emittente televisiva statunitense “all-news” Cnn. Il “placet” del Cairo significa che da oggi gli investigatori Usa potranno avere accesso ai rottami dell’aereo e ai motori. La National Transportation Safety Board (Ntsb) sta comunque aspettando informazioni precise su quando e dove i motori dell’aereo saranno portati prima di poter inviare investigatori che finora si erano affidati solo all’intelligence per determinare cosa fosse accaduto. L’azione terroristica era stata rivendicata dall’Isis all’indomani della tragedia, forse come rappresaglia per l’intervento armato russo in Siria a fianco di Assad nella lotta al califfato.

Sempre la Cnn ipotizza l’utilizzo dell’esplosivo al plastico C4 di tipo militare per l’esplosione dell’aereo. L’emittente ha citato fonti del Dipartimento di Stato Usa secondo le quali “Solo un esplosivo di tipo militare avrebbe potuto provocare quel genere di schianto”. L’esplosivo – spiega la Cnn – sarebbe stato piazzato sull’aereo da un dipendente dell’aeroporto di Sharm el-Sheikh che avrebbe usato un detonatore per far esplodere il velivolo. “È improbabile che l’ordigno sia stato portato a bordo da un passeggero” – spiegano dalla Cnn – “quindi il detonatore è stato programmato per entrare in azione solo dopo il decollo dall’aeroporto di Sharm”. Le fonti interpellate dalla Cnn ammettono però di non avere accesso ai reperti e quindi di poter formulare solo un’ipotesi investigativa. Molto più cauta per ora la versione di Mosca: il capo dell’amministrazione del Cremlino, Sergej Borisovič Ivanov, ha avvertito che “per determinare la causa indiscutibilmente” dello schianto è necessario eseguire una serie di esami che “richiederanno diversi mesi”.

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