UNA 17ENNE CONQUISTA L’AFGHANISTAN: PRIMA DONNA A DIRIGERE UN’ORCHESTRA L'Istituto nazionale afghano di musica, aperto nel 2010, è l'unica scuola di musica del Paese, frequentata da circa 200 ragazze e ragazzi che suonano il piano, così come il flauto e tanti altri strumenti, compresi quelli della tradizione locale, il sarod per primo

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E’ una ragazza di 17 anni la prima direttrice dell’orchestra dell’Afghanistan. Si chiama Negin Khpolwak, è di origine afghane, ed è una pianista. E’ la Bbc ad accendere i riflettori sulla storia di Negin, studentessa da quattro anni dell’Istituto nazionale afghano di musica di Kabul, che ha appena debuttato come direttrice di un’orchestra femminile e dice di adorare le melodie di Muzio Clementi. Negin è determinata, vuole a tutti i costi diventare “una famosa pianista e direttrice d’orchestra, non solo in Afghanistan, ma nel mondo”. E, almeno in parte, è già riuscita nel suo obiettivo perché la sua storia la ha già trasformata in un simbolo. L’Istituto nazionale afghano di musica, aperto nel 2010, è l’unica scuola di musica del Paese, frequentata da circa 200 ragazze e ragazzi che suonano il piano, così come il flauto e tanti altri strumenti, compresi quelli della tradizione locale, il sarod per primo. Negin, che non resiste alle lacrime alla sua prima volta sul podio, è originaria della provincia nordorientale di Kunar, dove – dice alla Bbc – “le bambine non vanno a scuola e molte famiglie non consentono loro di studiare musica”.

“E’ per questo che sono dovuta venire a Kabul per realizzare il mio sogno”, prosegue, riconoscente per “l’aiuto” arrivato dal papà in un Paese conservatore, martoriato da decenni di guerre. Lei, che viene da una famiglia povera, ha avuto la fortuna di arrivare nella capitale quando aveva solo nove anni ed è a Kabul che ha scoperto la musica, nonostante le ire della mamma e degli zii, convinti che la sua passione sia “contraria alla tradizione”. Per questo per sei mesi era stata costretta ad abbandonare la scuola di musica, ma poi con il sostegno del papà ha ripreso gli studi per realizzare il suo sogno. La sua determinazione la ha già portata a esibirsi negli Usa, nel febbraio di due anni fa. Ahmad Sarmast, preside dell’Istituto in cui studia Negin, non nasconde le difficoltà che incontrano i giovani afghani aspiranti musicisti. “Si iscrivono con la benedizione dei genitori, ma poi intervengono uno zio o una zia, un nonno o un anziano del villaggio che fanno pressioni affinché smettano di studiare musica o di studiare in generale”, ammette. E poi c’è il rischio attacchi: lo scorso anno la scuola è finita nel mirino di un attentatore suicida entrato in azione durante un concerto. Una persona è morta, ma – dice Ahmad – “noi combattiamo la violenza e il terrore con la nostra arte e la nostra cultura, con la musica”. Il prossimo obiettivo di Negin è dirigere un’orchestra di musicisti e musiciste.

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