MIELOMA MULTIPLO, IL 42% DEI MALATI E’ VIVO DOPO CINQUE ANNI

452

L’Italia è uno dei paesi all’avanguardia quando si tratta di medicina e lotta ai tumori. Lo dimostra il fatto che la sopravvivenza dei pazienti italiani colpiti da mieloma multiplo è più alta della media europea. Nel nostro Paese, infatti, il 42% delle persone affette da questo male del sangue è vivo a cinque anni dalla diagnosi, rispetto al 39% dei cittadini europei. “Questi dati sottolineano l’eccellente livello delle cure in Italia – spiega il prof. Fabrizio Pane, presidente della Società Italiana di Ematologia (SIE) -. La malattia si manifesta quando una cellula, presente nella parte centrale del midollo osseo, diventa cancerosa e si moltiplica senza controllo.

Al giorno d’oggi sono sempre di più le cure in via di sperimentazione, grazie alle quali si stanno aprendo importanti prospettive. Una di queste è l’immuno-oncologia, che rinforza il sistema immunitario contro il tumore. “Una nuova molecola, denominata elotuzumab, ha ridotto in maniera significativa il rischio di progressione della malattia”.

Nel nostro stato si stimano circa 2.300 nuovi casi di mieloma multiplo ogni anno fra gli uomini (circa 1,2% di tutti i tumori) e 2.100 fra le donne (circa 1,3%). L’incidenza aumenta con l’età; di solito è più frequente negli over 60. Solo il 5-10% dei pazienti è al di sotto dei 40 anni. “L’immuno-oncologia – afferma il prof. Francesco Cognetti, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma – ha già dimostrato di essere efficace nel trattamento dei tumori solidi, a partire dal melanoma fino a neoplasie piu’ frequenti come quelle del polmone e del rene in fase avanzata. Siamo di fronte a risultati davvero impressionanti in tumori che, prima dell’arrivo dei farmaci immuno-oncologici, presentavano scarse opzioni terapeutiche”.
I trattamenti per il mieloma includono chemioterapia e corticosteroidi per eliminare le cellule malate, e terapie mirate per bloccarne la crescita. Uno dei sintomi tipici è rappresentato dal dolore alle ossa; infatti, i bifosfonati vengono utilizzati per ridurre questo disturbo e il rischio di fratture. “La somministrazione di farmaci chemioterapici ad alte dosi con successivo trapianto di cellule staminali, in grado di ricostituire il tessuto midollare distrutto dal trattamento, ha migliorato i risultati – conclude il prof. Pane -. Tuttavia, gli over 65 sono generalmente esclusi dal trapianto. La radioterapia è impiegata come supporto per alleviare i sintomi. L’obiettivo del trattamento è costituito dal controllo della patologia e dal miglioramento della sopravvivenza. Molti pazienti manifestano cicliche remissioni e recidive, tra le quali sospendono il trattamento per un breve periodo per eventualmente riprenderlo. Dopo la recidiva, meno del 20% dei pazienti è vivo a 5 anni. La possibilità di utilizzare l’immuno-oncologia anche nei tumori del sangue costituisce una svolta decisiva”.
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS