“BLOODY SUNDAY”: A 43 ANNI DALLA STRAGE ARRESTATO UNO DEI RESPONSABILI Si tratta di un ex militare 66enne che era in forze al primo battaglione del Reggimento Paracadutisti

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Sono passati 43 anni dalla “Bloody sunday”, la “domenica di sangue”, in cui durante una marcia pacifista morirono 13 persone e altre 26 rimasero ferite, e oggi c’è stato il primo arresto di uno dei presunti responsabili di quello che è considerato uno degli eventi più drammatici del lungo conflitto civile in Irlanda del Nord. La polizia del Paese ha infatti arrestato un 66enne ex militare britannico che all’epoca della strage era in forze al primo battaglione del reggimento Paracadusti, lo stesso che a Londonderry, il 30 gennaio 1972 aprì il fuoco contro i partecipanti di una marcia pacifista. Ventisei persone furono colpite, 13 morirono sul colpo, mentre una quattordicesima vittima morì mesi dopo per le ferite riportate.

L’ex militare è stato interrogato dalla polizia di Belfast in quanto si sospetta che sia responsabile della morte di tre vittime della strage. L’arresto è stato confermato anche dal ministero della Difesa di Londra, che però non ha voluto commentare la vicenda. L’ufficiale della polizia che è a capo delle indagini ha dichiarato che l’arresto apre “una nuova fase nell’ambito dell’inchiesta” che continuerà ad andare avanti.

Un rapporto, reso pubblico nel 2010, stabilì che i militari aprirono per primi il fuoco sulla folla di civili senza alcun preavviso. Inoltre, nel dossier venne chiarito che alcune delle vittime, furono colpite mentre stavano fuggendo o prestando soccorso ad altri feriti. Cinque anni fa, accettando le conclusioni dell’inchiesta, il presidente David Cameron offrì le scuse ufficiali dello Stato alle vittime della “Bloody Sunday” e ai loro familiari.

 

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