“APOCALISSE DELL’ARIA” IN CINA: IL NORD DEL PAESE “SCOMPARE” IN MEZZO ALLE POLVERI SOTTILI Secondo gli ecologisti le particelle PM 2,5 hanno raggiunto una concentrazione 56 volte superiore ai massimi stabiliti dall'Oms

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apocalisse dell'aria

Alcune immagini sembrano provenire da un film di fantascienza, ma in realtà si tratta di alcuni scatti fatti in questi giorni nel nord della Cina che mostrano come lo smog abbia letteralmente “inghiottito” la città di Shenyang. Oltre ai danni per la salute dei cittadini, la coltre di smog che ha ricoperto la metropoli cinese sta creando non pochi disagi: voli cancellati, autostrade chiuse e visibilità non superiore ai 500 metri. Dallo scorso mercoledì Shenyang è “ostaggio” delle particelle PM 2,5, che nella giornata di domenica hanno raggiunto una concentrazione 56 volte superiore ai massimi stabiliti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Secondo gli ecologisti, il livello di inquinamento rilevato nella metropoli è “il più alto che si sia mai registrato nel mondo”.

Quella che è stata definita “apocalisse dell’aria” non ha però colpito solo la città di Shenyang, ma è estesa in tutto il nord del Paese: i livelli di particolato atmosferico sono stati di poco inferiori ai 1.400 microgrammi per metro cubo. Il valore soglia indicato dall’Oms è invece di 25 microgrammi per metro cubo. La nube grigiastra di smog, nella giornata di domenica, ha oscurato il cielo di Pechino, quello del vicino centro di Tianjin e numerosi punti nelle province di Liaoning, Hebei, Henan e Heilongjiang. Sono molte le persone che in questi giorni hanno letteralmente assalito il web denunciando l’incapacità da parte delle autorità di combattere l’inquinamento, che nel nord della Cina in parte è stato aggravato a causa dell’accensione dei riscaldamenti, per la maggior parte a carbone.

Riuscire nell’ardua impresa di ridurre drasticamente l’inquinamento atmosferico delle grandi città cinesi – raggiungendo il livello delle Olimpiadi di Pechino 2008 – potrebbe prevenire circa 900 mila decessi cardiovascolari legati agli altissimi livelli di smog entro il 2030. E’ la previsione di uno studio presentato in anteprima al congresso dell’American Heart Association. In occasione dell’evento olimpico il governo cinese decise di chiudere temporaneamente le fabbriche, i cantieri e limitare il traffico automobilistico, per ripulire il cielo di Pechino dall’ormai persistente cappa. Nello studio i ricercatori hanno simulato due scenari di miglioramento della qualità dell’aria e hanno proiettato i risultati in base alle attuali ricerche disponibili. Ebbene, se le autorità riuscissero a portate i livelli di polveri sottili ai dati raggiunti durante le Olimpiadi nei prossimi 10 anni sarebbe possibile tagliare tra il 2015 e il 2030 le vittime di infarto del 2,7% e le malattie cardiache del 7,2%. Questo porterebbe a prevenire 304 mila morti per infarto e 619 mila decessi per malattie del cuore e far guadagnare 4,2 milioni di anni vita nelle aree urbane della Cina.

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