AMMINISTRATIVE: “LA COSA ROSSA” SNOBBA RENZI E GUARDA AL M5S Fassina apre ai grillini: "Potremmo sostenere un loro candidato". Il centrosinistra regge solo a Milano

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“Col Pd di Renzi siamo alternativi. E non precludo neanche la possibilità di sostenere un candidato del M5s”. L’annuncio, che rischia di stravolgere gli equilibri della politica italiana, arriva da Stefano Fassina, tra i leader di Sinistra Italiana, la “Cosa rossa” uscita da Teatro Qurino di Roma sabato scorso che federa i fuoriusciti del Pd e Sel. I renziani provano a minimizzare ribadendo”Fassina chi?” che causò le dimissioni dell’ex viceministro dell’Economia.

Ma il quadro, per il premier, potrebbe diventare preoccupante, già in vista delle prossime amministrative, nelle quali Si presenterà un suo candidato “alternativo a quello renziano”. Anche Paolo Cento, segretario capitolino di Sel, si è detto pronto a “incontrare pubblicamente” i grillini per scegliere il nome giusto per il campidoglio. “La peggiore malattia della sinistra, storicamente – ha replicato Cesare Damiano – è quella di considerare come peggior nemico quello che ha le idee più simili alle tue. Se andiamo su questa strada regaliamo le grandi città al populismo. Non commettiamo questo errore: gli anatemi reciproci non servono, piuttosto confrontiamoci sui contenuti”.

E un Pd senza alleati a sinistra potrebbe registrarsi anche a Torino e Napoli. Nella prima il parlamentare di Sel Giorgio Airaudo ha già fatto un passo avanti per correre contro il sindaco uscente Piero Fassino, mentre a Napoli Sel è pronta a sostenere il sindaco uscente Luigi de Magistris, che infatti ha oggi detto di “guardare con grandissimo interesse” al nuovo soggetto di Sinistra Italiana. Anche a Bologna e’ emersa una componente di Sel, i cosiddetti “autoconvocati”, decisi a rompere con il Pd e il sindaco uscente Dem, Virginio Merola, mentre i cosiddetti “governisti” sono favorevoli a proseguire l’esperienza amministrativa comune. A Bologna poi, Mauro Zani ha dato vita a Coalizione Civica, che ha come mission, quello di far perdere il Pd al comune, ed ora spinge gli “autoconvocati”.

Insomma nella sola Milano sembra consolidata l’ipotesi di una coalizione di centrosinistra. Ma se il Pd perde alleati a sinistra, ecco potenzialmente altri al centro, cosa che però potrebbe creare problemi interni a Renzi, si sottolinea in ambienti parlamentari del partito. A Napoli, nelle scorse settimane è emersa una disponibilità di Ncd a convergere su un eventuale candidato del Pd, specie se avrà un profilo civico. Per di più l’affondo di Salvini, domenica, contro Alfano, potrebbe determinare un avvicinamento di Ncd ai Dem anche in altre città, per esempio proprio a Bologna (specie se il candidato di centrodestra saraàil leghista Borgonzoni) o a Milano, come ha esplicitamente detto venerdì scorso Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale. Specie se il candidato del Pd sarà Giuseppe Sala, come ha osservato oggi Roberto Formigoni.

Ma la sostituzione, seppur a macchia di leopardo, della sinistra con un partito di centro, renderebbe ancora più plausibile lo spostamento al centro del Pd. Per i bersaniani il fantasma del Partito della nazione diverrebbe quasi realtà. Di qui l’appello fatto oggi da Roberto Speranza, “Il voto nelle grandi città sarà decisivo per il futuro dell’Italia. Se si vuole governare il Paese non si può prescindere da Roma, Milano, Napoli. Ancora però non vedo una strategia chiara. Qualcuno se ne sta occupando? Se ne può discutere in Direzione?”. Insomma “un disegno chiaro è indispensabile” per non ritrovarsi a propria insaputa nel Partito della nazione.

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