MYANMAR, SAN SUU KYI: “ELEZIONI NON LIBERE, MA GIUSTE” Il premio Nobel per la Pace, in base alla costituzione vigente non potrà essere presidente perché sposo uno straniero, ma ha assicurato che "ne troverà uno" che vada bene

414
san suu kyi

Le elezioni in Myanmar di domenica, che hanno registrato il trionfo della Lega Nazionale per la Democrazia – il partito d’opposizione guidato dalla Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi – sono state “non libere ma giuste”. Così la 70enne nuovo premier del Paese asiatico ha commentato sull’emittente britannica Bbc l’esito del voto, che deve essere ancora ufficializzato. Suu Kyi, che in base alla costituzione vigente voluta dai militari non potrà essere eletta presidente perché sposò uno straniero, ha assicurato i suoi sostenitori che “ne troverà uno” che vada bene.

Figlia di un generale dell’esercito birmano, Suu Kyi rimase orfana di padre a soli due anni. Nel 1988 entrò in politica fondando la Lega Nazionale per la Democrazia, proprio nel periodo in cui la dittatura militare di Saw Maung prese il potere. Per la sua accesa protesta contro il regime in favore di una Birmania libera e democratica, neanche un anno dopo le furono comminati gli arresti domiciliari, con la concessione che se avesse voluto abbandonare il Paese, lo avrebbe potuto fare. La donna rifiutò la proposta e rimase internata fino al giorno della sua liberazione, il 13 novembre 2010, ormai 65enne e dopo 27 anni di reclusione. In suo favore si mobilitarono i maggiori leaders mondiali, tra i quali anche Giovanni Paolo II e l’ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. Premio Nobel per la Pace nel 1991, Suu Kyi donò i soldi del premio per fondare un ospedale nel proprio Paese.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS