SCANDALO DOPING IN RUSSIA, LA WADA: “CARENZE SISTEMATICHE NEI CONTROLLI” Mosca rischia di perdere ben 19 medaglie - otto d'oro, cinque d'argento e sei di bronzo - conquistate ai Giochi Olimpici di Londra del 2012, che le avevano valso il secondo posto nel medagliere

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L’atletica sembra essere diventato il nuovo terreno di scontro tra la Russia e l’Occidente. Inoltre Mosca rischia di perdere ben 19 medaglie – otto d’oro, cinque d’argento e sei di bronzo – conquistate ai Giochi Olimpici di Londra del 2012, che le avevano valso il secondo posto nel medagliere, dopo che l’agenzia mondiale anti-doping (Wada) ha chiesto la messa al bando della Federazione russa di atletica leggera.

In un rapporto di 323 pagine frutto di un’inchiesta di 11 mesi si spiega che la sospensione dovrà durare fino a quando Mosca non avrà fatto chiarezza sui ripetuti casi di doping che hanno coinvolto i suoi atleti. Sono state identificate carenze sistematiche nei controlli della Federazione internazionale (Iaaf) e di quella russa che “impediscono o diminuiscono la possibilità di un efficace programma anti-doping” per gli atleti russi e si afferma che la presenza degli atleti dopati russi ha praticamente “sabotato” la XXX Olimpiade.

La Commissione ha anche sollecitato la squalifica a vita per cinque atleti, fra cui l’oro degli 800 femminili nei Giochi della capitale britannica, Mariya Savinova. Quello e altri successi, scrive la Wada, sono frutto di un complotto gestito dai servizi segreti dell’Fsb che avevano controllato il laboratorio antidoping moscovita anche durante i Giochi invernali di Sochi del 2014.

Immediatamente è arrivata la replica di Mosca. “Non avete il diritto il diritto di sospenderci”, è la risposta del ministro dello sport, Vitaly Mutko, che però assicura di voler “adeguarsi” alle raccomandazioni della Federazione mondiale dell’atletica e della World Anti-Doping Agency, fondata il 10 novembre 1999 a Losanna per coordinare la lotta contro il doping nello sport. Non solo: la Federatletica russa ha anche accusato la Wada di eludere i protocolli stabiliti per la lotta al doping. “Qualsiasi provvedimento di sospensione dovrebbe essere discusso nella riunione della Iaaf nel mese di novembre – ha detto il presidente ad interim di RusAthletics, Vadim Zelechenok – Dovrebbe essere dimostrato che le violazioni erano colpa della federazione e non dei singoli sportivi. Dovrebbe esserci data la possibilità di difendere la nostra reputazione”.

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